Quelle poltrone “comode”, con l’emolumento All’assalto, miei prodi

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Partecipate e simili troppo spesso sono un’offesa ai cittadini.

Non pare siano impegnate alla gestione risparmiosa, per fare spendere meno i cittadini. Avete idea di quali sovrapprezzi ci caricano addosso per sponsorizzare la sagra del rifrullo di Vattelapesca?

1.000€ in contributo a qualche bischerata costerà magari 10 volte tanto in servizi erogati a utenti.   Gas, acqua, incenerimento, fate voi. Quanto potremmo risparmiare e invece per la bella foto d’un sindaco (o sindaca) ci fregano tanti soldi. Pensate al perchè quei sindaci di opposizione avevano ri-nominato Macrì (che a parole starebbe sulle palle a tutti). Forse ricorderete qualche manifestazione coi manifesti Estra. O Coingas. O altro. Indecoroso. Invece di far risparmiare gli utenti. Dove anche chi non ha alcun interesse a sostenere talune iniziative contribuisce. Becchi e bastonati.

Mi piacerebbe poi che i nominati non partecipassero a competizioni elettorali. Ti vuoi candidare: dimettiti prima. Un atto di buona fede, modesta limitazione per chi crede nel ruolo “public servant”, stipendiato. Non mi piace neanche il ruolo doppio, referente di un partito e la sedia comoda.

Anche ad Arezzo diverse “comode” si libererebbero già adesso. Non quelle che trovate in sanitaria.

La gestione di servizi ai Comuni e loro residenti si è tramutato in un business.

Spero che le indagini aretine non proseguano in rinvii a giudizio: il dubbio che abbiano derubato me, elettori loro avversari, ma anche i loro troverebbe sostanza degna di processi.

La perdita di importanza del nostro territorio (vedi il mancato rispetto dei famosi patti parasociali in Estra) aggiungerebbe ulteriori costi e disagi, scaricati su tutti noi.

Inefficienza o pseudo consulenze o sponsorizzazioni o regalie per ripagare impegni elettorali o fazioni interne, il panorama è sconfinato; con la fondazione cultura siamo giunti all’orchestra personale al posto del jukebox. Ove l’intrattenimento è escluso.

Nascosti i numeri, scaricati i costi: opplà!

Chissà cosa potrebbe riservare il futuro, magari i concerti privati tipici degli oligarchi russi. Un tenore di fama mondiale a intonare i brani a contorno di un matrimonio….

Applausi? Sputi o, meglio, catarri colla rincorsa!

Altro che riorganizzazione e riduzione del carico addossato alla comunità. Possibile, ma aborrito.

Argomento su cui mi sono espresso. Aumentando il gruppo che mi detesta.

Temi di fondo su cui la comunità non può essere esclusa, messa al corrente a giochi fatti. Da qui il ruolo della stampa, non inginocchiata colla mano a conchetta per mancette o carità.

Spazi di chiarimento o approfondimento non a senso unico. Autonomia ed indipendenza sono rarità.

È più d’un mestiere, è una missione, importante. Certo ci saranno utenti non interessati, quelli che vanno di copia- incolla o rilancio di post d’immondizia. Credo che un aumento della qualità del prodotto editoriale si traduca in ricavi, ma si preferisce la convenzione (la famosa mancetta) da 20.000€ per dare rilievo alle parole dell’addetto stampa, fra l’altro fatica risparmiata.

Senza affermare che il web sottrae ricavi, il NYTimes ha ricavi digitali più elevati del tradizionale. Fa qualità, appunto.

Una paio di riflessioni di passaggio. La fondazione cultura, quella che in pochi mesi ha comprato quasi 2.000 camere e oltre 10.000 pasti (numeri galattici rispetto agli spettatori del “raro”) avrà speso sull’intero territorio comunale? O si è servita sempre degli stessi alberghi e ristoranti: chissà? Come vorrei vederlo in un report pubblico….

Approvato l’ampliamento dell’ R1 di San Zeno. Spero un giorno mi si chiuda il discorso del presidente Cherici ove milioni di chili di rifiuto da incenerire si trasformano in quattro (4) chili di polveri PM2,5. Che poi non ho trovati citati in quelle 160 pagine dell’ultimo bilancio sociale disponibile (con abbastanza spazio al sindaco che ti ha nominato). Ma è difficile. Sono rimasto alla legge di conservazione della massa insegnatami al liceo, forse ora c’è l’eccezione San Zeno: cosa accade a quei milioni di chili? Neanche fosse acqua di fonte alpina lascerebbe un così modesto residuo. E veder dissolvere i dubbi tra i diversi tipi di raccolta differenziata ed il notevolissimo ampliamento impianto di San Zeno: mi ricorda il film con Benigni, Palermo e il traffico, unico problema della città siciliana. Meritiamo chiarezza in più, almeno alcuni di noi; come dici, Giacomo, è un tema difficile. Non che l’esempio proposto nell’intervista con Enrica sia utilissimo, pare meglio avere più euro per la spesa che però sarebbero più chili di troiaio. Proprio il contrario di quello su cui si discute, credo. Ma è un tema difficile…

Polemica: ho fatto un confronto mnemonico con precedenti presidenti di partecipate, non mi ricordo una tale sovrapposizione fra ruolo di amministratore per conto della comunità e sostenitore del sindaco che ce lo ha piazzato: nell’intervista passi da presidente AisaImp a leader di OraGhinelli2025 (ora che l’altro, quel Staderini, s’è bruciato) senza neanche cambiare inquadratura.

Io preferisco decisa separazione fra queste figure, mi vengono dubbi. Non è difficile mantenere una adeguata moderazione istituzionale.

Occorre trasparenza e razionalizzare queste aziende e le relative “comode”: si può e deve fare!

postilla 8.8 h11,40: per chiarezza, non tutte le partecipate e loro poltronati si comportano uguale, per esempio le attività su giovani e giovanissimi affinchè divengano cittadini più consapevoli e accorti -come da anni fanno a San Zeno AisaImp- mi piacciono; contesto le sponsorizzazioni e altre pensate che nulla aggiungono e solo tolgono