Le mie critiche alla gestione del turismo. Efficacia ed efficienza, non fuffa.

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Una premessa: una fondazione per finalità turistiche è strada scelta da molti Comuni, una via condivisibile. Ma l’opacità non è ammissibile. Come la non condivisione delle linee d’attività.

Errore fare una fondazione per la sola cultura, la sinergia è fondamentale. Inoltre la Guido non è opaca, è buia. Oltre altri problemi. Dal dubbio sono giunto alla profonda contrarietà.

E queste aziende, includo le partecipate, non devono essere usate per fare ciò che alle pubbliche amministrazioni è vietato, tipo i giochetti aretini che sono oggetto di attenzioni giudiziarie.

Ai tempi di Lucherini, il delfino capobranco del sindaco corrente, facevamo metà delle presenze attuali. Uno obbrobrio. Idem sotto Fanfani. Dalle statistiche regionali riepilogo:

nel 2006: 231.620; nel 2011: 238.121; nel 2015: 306.127; poi 322.086, 370.380, 455.276.

Col 2015 in aumento del 10% su anno precedente; poi +5%, +14%, +19%.

Pel 2019 calcolo 496.000 presenze, applicando quel +9% visto da intour come probabile incremento, perchè il dato di 466.319 non è ragionevolmente esaustivo.

Da quei modestissimi numeri del primo decennio dovevamo iniziare l’ascesa verso dati migliori.

Bene i risultati 2017 e 2018. Arezzo ha visto un importante incremento di turisti, ma non dimentichiamo che sono state impegnate poderose risorse umane, professionali e finanziarie (milioni!): il risultato non ha modificato la modestissima posizione del nostro Comune, nella classifica regionale ottavi siamo, dietro Pistoia e la sua montagna, davanti a Massa e Prato.

Ma non posso valutarne efficacia ed efficienza, né sono tranquillizzato da terzi: siamo cresciuti efficacemente? sempre in coda siamo e non posso rapportare l’efficienza di quanto speso col risultato raggiunto.

Sul -modesto rispetto a prima- 2019, vorrei sapere cosa ha bloccato quella crescita ed essere rassicurato che sia stato uno stop momentaneo o meglio ancora previsto (una frenata nello sviluppo che la crisi Covid trasforma in un problema importante con ricadute negative).

Mi spiegano che giunti alla saturazione ricettiva in alta stagione estiva o invernale (secondo intour grazie alle manifestazioni organizzate sotto Ghinelli), l’incremento si assesta ed ecco il +9%; ma gli investimenti continuano per sollecitare incoming in bassa stagione: ed entravano in gioco le varie aree tematiche su cui la fondazione puntava e che il covid vanifica, oltre a tante vite.

Quindi il 2019 vede un aumento marginale di presenze (che comprendo grazie alla spiegazione).

Non sono un tecnico, certo il mantenimento dei risultati richiede investimento continuo, inoltre la destinazione dei ricavi della tassa di soggiorno è prevista per “legge”, tuttavia non mi appaga continuare a metterci denaro del Comune trascurando, secondo me, altri settori economici.

Qui una divergenza con pensiero e opera di questa amministrazione: la manifattura mi pare svantaggiata rispetto al suo peso in termini di Pil locale (direi valga un sette- dieci volte il Pil turistico). E azioni come la cessione a Ieg delle due fiere orafe costruite grazie alle imprese aretine mi pare vadano anzi a svantaggio della manifattura aretina. Questa è ora tenuta sotto scacco dal colosso che organizza la principale fiera orafa italiana, Vicenza.

Senza intravedere le basi per un utile operativo in ArezzoFiereCongressi, che nel bilancio 2018 perdeva un 4,5 -quattro e mezzo- milioncini (nel 2017 il rosso era stato di 1,7 milioni). Ricordo il paio di milioni con cui la Regione ha comprato da AFC i pezzi unici regalati dagli espositori orafi. Orrore, solo per mettere una toppina a quel pozzo senza fondo.

Partite fra Comune, Regione, Afc e Ieg che si svolgono sopra la testa degli orafi. Ad esempio, a maggio il Comune ha rilevato l’auditorium, alle condizioni indicate da Afc solo a metà luglio, mesi dopo l’atto presentato in consiglio: il Merelli ha la sfera di cristallo? Mah…

E quali nuove mostre organizzano lì? Mah….

Insomma, basarsi sui commenti incoraggianti di chi beneficia dai denari di altri è fuorviante.

Se la tassa soggiorno produce una frazione delle disponibilità della fondazione (non trovo specifiche su entrate ed uscite) mi pare scorretto verso gli altri settori economici penalizzati (ho citato la manifattura, ma ce ne sono altri): contribuiscono al bilancio comunale, ma non ne godono.

In molti nel 2015 abbiamo indicato nel turismo un driver da sviluppare: ma avrei impegnato risorse su più fronti economici proprio perchè si sarebbero trovati ostacoli strutturali da rimuovere con calma. Come la gestione museale, l’accoglienza (bagni e info point) etc. Potevamo avere una crescita turistica più morbida (tipo un +10% annuo arrivando agli stessi risultati qualche anno dopo), ma avere insieme portato benifici ad altri settori. La diversificazione degli investimenti vale non solo sul mercato finanziario: mettere tutte le uova in un canestro è periglioso, accidenti al maledetto virus. Salvo investimenti di terzi: la città del natale è una iniziativa a favore di servizi in una ridotta area urbana, ma se chi caccia i soldi decide così, va benissimo. Anzi ne facciano di altre. Non siano soldi di tutti per pochi, specie non aretini.

Ammetta questa amministrazione che le roboanti iniziative del 2019 non hanno fatto soggiornare una valanga di turisti in più. Condividano le strategie future. Arezzo è una comunità, specie adesso.

Avranno il cuore di farsi avanti e essere aperti, senza fuffe?

PS: si lodano per la crescita nel numero di attività ricettive (frutto dell’inseminazione favorita da Ghinelli e Tanti?): è dato solo aretino o la crescita riguarda anche provincia e regione? Inoltre il dato citato da quel politico -che alcuni chiamano capitano- circa un incremento di presenze senza pari in Toscana inserisce periodi riconducibili alla precedente amministrazione. Autogol!?