Arezzo: numeri con sorpresa (non bella). Prese di giro e politica.

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In questo 2020 elettorale, spiccano taluni numeri comunicati da politici locali amanti del sindaco aretino Ghinelli. I capoccia fanno esternare simili affermazioni sui grandiosi risultati del turismo in città a “garzoni” (cito da “Apocalipse now”), perchè se lo dice un tecnico, dall’ufficio statistico della Regione Toscana lo prendono a male parole.

Gaudeamus igitur: turismo, oltre 509.000 presenze nel 2019, sventolano nei loro post.

Però gli tocca dire che in Regione risulta un 466.000 e spiccioli, quei pidocchiosi comunisti non hanno aggiunto taluni pernotti che solo da quest’anno vengono rilevati.

Non si aggiunge pere a mele. Altrimenti la statistica perde ogni significato.

Un garzone può essere in mala fede o non conoscere la differenza, lui porta solo il conto che il droghiere ha fatto. Nel primo caso l’uso farlocco dei dati è ovvio; o magari ignora che:

  • o si continua a usare la serie storica senza inserire queste nuove rilevazioni;
  • o si crea un nuovo grafico con un sol dato/anno, con somma presenze 2019 -come si contano da decenni- e di questa nuova rilevazione.

Fettina inserita solo ora su attività prima non censite -tenete presente questo fatto, ne riparlo poi.

Invece alcuni politici comunali, che si permettono di sbeffeggiare chi contesta questi numeri, si avventurano in una lode a Ghinelli che -ohimè- mette in evidenza un preoccupante risultato.

Lascio loro a guardare il dito che indica la luna e bearsi.

Io guardo la luna, e quello che vedo non mi piace: a bevute pare (dicono in Lazio), i numeri (quella luna che i garzoni ignorano) sono brutterelli.

Perchè mentre negli ultimi anni le presenze sono cresciute in maniera apprezzabile, nel 2019 sono passate -secondo la Regione che riepiloga i dati- da 455.000 a 466.000: una crescita del 2,4%. Non il +19% precedente, né il +13% antecedente. Neppure il +5% che aveva lasciato in eredità Fanfani.

Sottolineando che la verità (intesa come valore complessivo delle presenze) è difficile da individuare poiché per il 2019 i dati non sono paragonabili come base di indagine, la fondazione intour stimava le presenze basandosi sull’aumento degli incassi da tassa di soggiorno. Non si avventura in numeri perchè -correttamente- troppe cose ballano. Confida che un +9% come l’aumento dei ricavi della tassa in quel periodo rappresenti la realtà.

Un +9%. Di incoraggiamento, come a scuola. Non certo un +19%, neanche un +13%.

Ma, ohimè, è anno elettorale e foco alle micce.

Quindi bisogna glorificare l’operato del sindaco uscente e delle sue azioni sul turismo: peccato che lo si faccia a dispetto dei numeri veri finendo persino per ammantare l’opera della fondazione con cifre farlocche. Ottenendo l’effetto contrario, una pubblicità negativa insomma.

La crescita turistica si è molto rallentata nonostante i diversi milioni euro spesi nel 2019 dalle fondazioni per portare turisti, attrazioni, iniziative e migliaia di ospiti o portoghesi (non lusitani, intendo gente a sbafo o per “lavoro”) cui abbiamo pagato pernotti e pasti?

Un risultato di cui la fondazione cultura si fa bella, non potendo esaltarsi del numero di spettatori alle manifestazioni d’elite che “organizza”: decine di spettatori a concerto, decine come le dita di mani e piedi, mica chiacchiere….

Vogliamo parlare di Antiquaria? Lo spostamento del percorso espositivo ad agosto pare scontentare i molti espositori che dopo 40 o 50 anni non saranno reperibili. Provando a dare la colpa alla Prefettura! Antiquari che si sentono usati come misere pedine in favore di  negozi. Non tutti, alcuni privilegiati ci sono, non li cercherei però al Belvedere, in via Perennio o a Olmo.

È un asset da valorizzare o un mezzo per la comodità di taluni negozi?

Approfondisco in seguito…..