GIORDANA GIORDINI: “PRIMI SEGNALI INCORAGGIANTI MA CI SERVE OSSIGENO. SUBITO PROLUNGAMENTO DELLA CASSA E MORATORIE”

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“All’orizzonte si iniziano a scorgere i primi segnali incoraggianti ma ora, più che mai, abbiamo bisogno di un aiuto che non possiamo più darci da soli – dice Giordana Giordini, Presidente della Sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana Sud – siamo praticamente in apnea da quasi 6 mesi: l’emergenza Covid-19 e il successivo lockdown ha colpito in pieno le aziende orafe che erano nel pieno della propria attività. Abbiamo archiviato un 2019 con dati assolutamente positivi, soprattutto per quello che riguarda l’export e anche il 2020 si era aperto molto bene, con una vivace Fiera di Vicenza foriera di tanti contatti da sviluppare. Poi, improvvisamente, l’emergenza Covid, il lockdown e il conseguente annullamento a catena di tutta una serie di importanti appuntamenti per i quali stavamo preparandoci con grandi aspettative (a marzo le fiere di Hong Kong e Istanbul, ad aprile Oro Arezzo e a maggio la fiera di Las Vegas) – spiega Giordini – per un settore come il nostro, trainato dall’export, gli effetti dell’epidemia sono stati dirompenti. Stiamo assistendo ad una lenta ripresa dei mercati europei e qualche segnale di risveglio dei mercati arabo e americano – continua Giordini – si tratta per ora di piccoli ordini, non sufficienti a capovolgere la situazione, ma che sicuramente sono in controtendenza e che ci fanno ben sperare in una graduale ripresa, apprezzabile già a partire dai primi mesi del 2021”. Nel frattempo le aziende devono però sopravvivere, per arrivare ad agganciare quella ripresa di cui si intravedono i segnali ma dalla quale ci separano ancora lunghi mesi. “Il problema più urgente in questo momento è quello della liquidità, stanti le gravi conseguenze causate dall’assenza di domanda e dalla carenza temporanea di lavoro ed è per questo che reputiamo necessario intervenire senza indugio su due fronti: prolungamento della cassa integrazione e moratoria dei finanziamenti – dice Giordini – sul primo punto evidenziamo che l’attuale normativa in materia di cassa integrazione per Covid 19 prevede la possibilità di ricorrere a 14 settimane di cassa integrazione ordinaria o in deroga per periodi decorrenti dal mese di febbraio 2020 al 31 agosto 2020, con possibilità di richiedere ulteriori 4 settimane. Le aziende del nostro settore però, proprio per gli impedimenti oggettivi prima ricordati, hanno esaurito tutte le 18 settimane a disposizione già in questo mese di luglio. E’ quindi fondamentale che venga previsto un periodo aggiuntivo di cassa integrazione per coprire il periodo settembre / dicembre 2020 che si prevede estremamente duro per il settore – spiega Giordini – per quanto invece concerne la moratoria dei finanziamenti, in scadenza il prossimo 30 settembre, è essenziale che essa venga prorogata di almeno altri 6 mesi proprio per garantire alle aziende quel minimo di ossigeno che le aiuterà a far fronte ai tanti pagamenti, costi di gestione e adempimenti fiscali che non si sono mai fermati nonostante l’emergenza Covid-19. Nel frattempo stiamo organizzando una serie di incontri operativi con tutto il sistema bancario, per affrontare insieme tali problematiche e trovare soluzioni di rapido aiuto per le nostre aziende. Tre sono i punti sui quali ci focalizzeremo: oltre alla moratoria sulle rate di rimborso dei finanziamenti, la moratoria degli interessi sul prestito d’uso e quella sul portafoglio commerciale anticipato. Nel frattempo – conclude Giordini – sembra che l’iniziativa intrapresa poche settimane fa insieme alla Camera di Commercio e a Federorafi per evidenziare le difficoltà del settore ai parlamentari di riferimento del nostro territorio abbia ottenuto la dovuta attenzione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Speriamo, quindi, che su questo fronte giungano già nei prossimi giorni segnali concreti”.