Daniele Farsetti: ”inaccettabile la passività del Comune di Arezzo, la società sportiva Arezzo è un patrimonio della città”.

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Inaccettabili le dichiarazioni del sindaco Ghinelli circa la delicata situazione che sta vivendo la Società Sportiva Arezzo. Letteralmente, rispondendo ieri a precisa interrogazione, ha affermato di essere in contatto con realtà economiche locali pronte ad impegnarsi per una eventuale ripartenza dalla serie “D”. Un messaggio di cui, francamente, non se ne sentiva il bisogno.

Questo immobilismo, apatia e rassegnata passività non sono accettabili per la città di Arezzo soprattutto in virtù del fatto che soli due anni fa, uno sforzo collettivo del territorio, condotto da imprenditori e semplici tifosi e magnificamente coordinato da Orgoglio Amaranto, ha prodotto un impegno economico di 477.000 euro per consentire il salvataggio della squadra.

Accettare oggi un nuovo fallimento significherebbe disperdere ed annullare quell’atto d’amore per la maglia amaranto nato dalla generosità e dal sostegno incondizionato di tanti cittadini ed appassionati amaranto.

Tutto ovviamente è legato al come l’amministrazione comunale intende la società calcistica, se con fastidio e sopportazione oppure come un’occasione per sviluppo economico, promozione della città, possibilità di fare sport ad alto livello per i giovani del territorio e importante momento aggregativo e sociale.

Il Comune di Arezzo ha l’obbligo morale di risolvere la situazione per non disperdere quel patrimonio così faticosamente salvato anche dal presidente Giorgio La Cava. Giova anche ricordare che non esiste comunque un automatismo sportivo che consenta all’Arezzo necessariamente di ripartire dal massimo torneo dilettantistico quindi un piccolo sacrificio oggi, di chi fosse interessato alla società, significa probabilmente molte meno spese domani partendo da una categoria già professionistica.

In ultimo, secondo la visione di Patto Civico, per dare continuità e patrimonializzazione alla società calcistica, requisito essenziale per la continuità aziendale sarà necessario mettere  intorno ad un tavolo e far dialogare l’amministrazione pubblica con la proprietà del club per addivenire, nel pieno rispetto della legge e di fronte ad un business plan certo e verificabile, o ad un stadio di completa proprietà o ad una concessione pluriennale molto lunga del “Città di Arezzo”.

Daniele Farsetti – Patto Civico per Arezzo