“Ci risiamo dentro ancora una volta, con tutti i piedi: l’utilizzo delle partecipate come bancomat somiglia sempre più a un metodo che non un singolo caso”

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Si rimane garantisti e si augura il meglio agli imputati, ma questa volta evitiamoci di aspettare che le intercettazioni o i fatti escano sui giornali, chiediamo una volta per tutte questa  benedetta trasparenza e cerchiamo di offrirla a tutti i cittadini, meglio tardi che mai.

Da tempo riflettiamo sull’uso spericolato e politico delle sponsorizzazioni, che ricadono volentieri su eventi del territorio che altrimenti avrebbero difficoltà a esistere. Ma è anche l’ora di alzare il velo su come e quando vengano prese le decisioni su tali elargizioni e quanto valga il  bilancio delle stesse. In tempi di estrema crisi, varrebbe la pena porsi anche il problema di ridurre le tariffe per le utenze o dei dividendi ai soci (comuni), no?

Da tempo abbiamo molta curiosità di capire i reali motivi della mancata quotazione in borsa di Estra. Ci piacerebbe leggere le relazioni degli advisor profumatamente pagati per il loro parere. In un mercato così segmentato e regolato come quello dell’energia, non sfugge certo la difficoltà oggettiva a competere con colossi nazionali e internazionali senza poter ricorrere ad aumenti di capitale che la quotazione avrebbe dovuto dare. E invece a oggi siamo avvolti nel mistero di dichiarazioni vaghe e miracolistiche.

Da tempo avremmo voluto capire quali indicatori industriali avessero portato Estra a provare a diversificare il portafoglio servizi, grattando a destra e a manca piccole quote nel settore dei rifiuti. Quale era la strategia allora? E dopo le ultime vicissitudini che vedono Iren prendere il controllo di Unieco e diventare di fatto il gestore, non si è forse sbagliato i calcoli? Non vale la pena capire il senso di quelle operazioni ormai dichiaratamente finanziarie e a perdere?

Ecco, l’occasione è buona, facciamo trasparenza. Lo sostenevamo prima e lo sosteniamo oggi, ritenendo che la magistratura faccia il suo corso e che non si delinei un quadro di degrado  ancora maggiore rispetto alle vicende Coingas che la città non merita.

Donato Caporali consigliere comunale Pd