IL CANCRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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E’ sempre la solita storia detta e ridetta e nessuno è in grado di cambiarla.

La Pubblica amministrazione non funziona è solo una zavorra e basta, la burocrazia strangola i cittadini e appare solo come un tumore senza uno spiraglio di cura.
Fanno ridere i governi con i loro decreti semplificazione, tutte chiacchiere.
Mentre loro chiacchierano, a vanvera, noi facciamo la fila di un chilometro per fare una raccomandata; non ci assembriamo dentro ma lo facciamo fuori.
In molti uffici pubblici, solo previo appuntamento telefonico o per mail, arrivi al bancone e si rompe il computer (o la mitica assenza di collegamento) e te ne torni a casa.
Ma il paradosso è che torni a casa felice e contento e non ti incazzi più.
Felice e contento come il dipendente pubblico, ma meno altezzoso.
Guai provare a iniziare una pratica che richieda più di uno step, perchè ti perdi in un irreale gioco dell’oca che o ti riporta, dopo un anno, al punto di partenza o ti rovina il fegato e rischi il ricovero d’urgenza.
Però niente, non ti incazzi e ti sfoghi con i familiari che a loro volta ti raccontano le loro disavventure con il pubblico dipendente e siamo di nuovo accapo.
Non c’è Capo del Governo, ministro, sottosegretario, parlamentare che riuscirà a fermare questo gioco infernale.
E chi ha il coraggio di andare contro i potenti sindacati e l’esercito di dipendenti della P.A?
Nessuno.
Ricordo Montanelli che diceva che dopo la fine della Grande Guerra il Ministro suonava il campanello e nessun usciere si vedeva.
Praticamente dopo un secolo è la stessa storia, comandano loro gli inutili e vagabondi burocrati.
Se la storia non ci insegna niente, poi a volte si ripete.
Domenico Nucci