Con i miei soldi pagano qualcuno per raccontarmi le frottole?

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Turismo ad Arezzo: sui social un affronto a chi è stanco delle cazzate.

Non volevo parlare di questo, lavoravo su una riflessione circa l’indegno coinvolgimento della giostra del Saracino nelle dinamiche elettorali; e sì (smettete di chiedere), sto preparando un pezzo per mettere in berlina il fantasmagorico annuncio di Arezzo città prolifica grazie a Ghinelli. Anche se sono pensieri economico sociali quelli che più mi assorbono (non temete, sono per altri organi di informazione).

Ma, avvisato, ho guardato un post che loda la crescita turistica nel Comune di Arezzo negli ultimi cinque anni. Evidentemente opera di un grafico professionale, di qualcuno del settore che ha reperito i dati e di un “campaign manager“.

Il dubbio è che tutte queste figure siano a mio carico, gente che da me cittadino di Arezzo percepisce utilità.

Questo post appare nelle pagine dei più sfegatati supporter di Ghinelli, preceduto da un “Per tutti gli scienziati che aprono la bocca in materia senza rendersi conto che le mandibole spesso non sono direttamente governate dal cervello, pubblico un grafico sugli “sviluppi turistici” che non necessita di commenti……. Ma solo di complimenti” o un “Per tutti i sapientoni che aprono la bocca in materia di turismo senza rendersi conto che le prima di aprir bocca serve usare il cervello, posto il grafico sugli “sviluppi turistici” che non hanno necessità di commenti.Contano i fatti non le chiacchiere“.

Due goccine d’acqua, persino le stesse frasi fra virgolette. Ovviamente al secondo avevano detto di scrivere qualcosa di simile all’originale, appena diverso: peccato che la foga da tastiera evidenzi gli svarioni.

Chi mi ha avvisato diceva che era dedicato a me (scienziato o meglio sapientone), ma visto il basso livello penso tirassero a qualcuno che è già candidato. Ma certo mi hanno coinvolto, l’esame della parte più tecnica mi ha affascinato: chiaramente disegnato da un grafico, dati che hai solo se per interesse nel turismo, ovviamente a sostegno delle politiche turistiche sulle quali il Comune di Arezzo (o meglio l’attuale sindaco) tramite la fondazione specifica ha speso una somma da capogiro. Mi è venuta in mente una persona. Ma non esiste nessuna indicazione di chi ha prodotto questa pubblicità. Resta nell’ombra.

Il numero delle presenze nel nostro Comune è l’indicatore iniziale scelto per dare lustro alla bontà delle politiche di questa amministrazione: parte con 277.200 presenze nell’anno 2014 e conclude a 509.829 per l’anno 2019. Guardo questo ultimo numero e non mi torna con quello che avevo trovato pochi giorni fa sul sito regionale, un 466.000 per l’anno scorso, numero largamente inferiore ai 500.000 di cui l’amministrazione si è gloriata sinora. Folgorato da quel oltre 509.000 e da quel scienziato – sapientone, sono subito fuggito a riguardare le statistiche regionali. Un’avvertenza: i dati, pur completi e validati, devono essere considerati provvisori, fino a che Istat non li conferma come definitivi pubblicandoli sul proprio sito web.

Mi sono fidato di quelli pubblicati dalla Regione perche Istat ancora non ha pubblicati i definitivi, ma la statistica è quella giusta perché trovo lì tutte le cifre riportate nella pubblicità: ma l’ultima resta 466.319.

Allora sono tornato a guardare il grafico, non si ingrandiva sul mio schermo, ma ho notato dei segni vicino a quel numero mirabolante. Non senza fatica si può trovare una retta che dal 455.276 dell’anno 2018 se ne parte per concludere a “466.319 escluse le locazioni per l’anno 2019“.

Il numero miracoloso ha accanto a sé un asterisco che rimanda (dove non cerchereste) alla frase “nel 2019 anche le locazioni, affitti e b&b non professionali inviano i loro dati statistici, nel dato regionale di 466.319 sono stati esclusi”: insomma hanno messo insieme pere e mele per vantare un incremento, hanno messo nello stesso grafico numeri mai stati comparabili. Che tristezza, che bassezza.

Nel quadro successivo si dà risalto all’incremento di arrivi nei comuni capoluoghi toscani dove Arezzo primeggia sfruttando i dati regionali senza le locazioni, ossia utilizzano un riferimento diverso da quello del 1º grafico: evidentemente qui mettere insieme pere e mele non tornava bene. Che bassezza, che tristezza.

Sbagliare capita a tutti, buona fede e scuse chiarificatorie aiutano a correggere rappresentazioni sbagliate della realtà: avessi sbagliato l’ultimo articolo in cui ho castigato gli eccessivi e ingiustificati osanna (contestando costi su ricadute), bastava lo facessero presente. Chi mi segue sa che in passato ho prodotto esaustive rettifiche. Anche fra coloro che hanno messo questi post c’è chi conosce la mia volontà di fornire indicazioni corrette (pur nella differenza di giudizio sui risultati di questa amministrazione). Credo che questo non sia il caso, qualcun altro deve chiedere scusa alla città intera. Potrebbero anche approfittarne e spiegare chi ha fatto questo accrocco. Non sia mai che i miei timori siano fondati.