Il commento al bilancio demografico nazionale 2019: il baby boom aretino

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Ghinelli e Tanti: “sintomo di benessere e indicatore di buona amministrazione”

Resi noti dall’Istituto nazionale di statistica i numeri sulla natalità registrati in Italia nel 2019: in un quadro complessivamente poco entusiasmante, spicca però il dato positivo di Arezzo che pare avere conosciuto una sorta di baby boom con un trend addirittura a salire nella seconda parte dell’anno.

“Un andamento tale – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – è innanzitutto un indicatore di benessere, se letto invece in ottica amministrativa è un elemento che ci rincuora: pensiamo infatti che tale curva risenta, in senso positivo, dei buoni servizi offerti ai genitori aretini. Abbiamo lavorato sodo per 5 anni per rendere Arezzo una città a misura di bambino, con scelte a favore delle famiglie e dell’infanzia, dalla disponibilità di posti negli asili alla mobilità ‘green’, dalla tariffa puntuale alla copertura dei costi per i servizi educativi per tutti gli utenti, da un minimo del 50 a un massimo del 100%, dalla carta valore famiglia alle assunzioni del personale educativo. I numeri non mentono: ad Arezzo si respira un sentimento positivo, le coppie programmano consapevolmente e questo perché la gestione positiva della cosa pubblica lo permette”.

“Per un assessore con le mie deleghe – ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali Lucia Tanti – il documento di cui trattiamo è una sorta di pagella di fine mandato, un consuntivo vero. Risultato: Arezzo è la città della vita, qui c’è un vero baby boom. Per la giunta si tratta di un successo, misurabile in cinque mosse: la tariffa puntuale per le 900 famiglie aretine che beneficiano dei servizi educativi, la copertura economica di questi stessi servizi da un minimo del 50% a un massimo del 100%, la carta valore famiglia in alleanza con le categorie economiche per gli sconti a favore delle famiglie con due figli e più, il rinnovamento del personale educativo, l’azzeramento delle liste di attesa grazie anche a un sistema convenzionato al 100% che vede la collaborazione tra pubblico e privato, i voucher per le famiglie in difficoltà. L’investimento economico è stato poderoso e ringrazio il sindaco che mi ha permesso in questo quinquennio di investire cifre poderose nell’ambito sociale ed educativo. Oggi possiamo dire di aver speso bene dando fiducia alle famiglie. Vedremo gli effetti del Covid ma questa giunta ha già compiuto un grande sforzo per mantenere il trend attuale, da marzo abbiamo investito oltre un milione di euro per la tenuta e la tranquillità delle famiglie. La giunta Ghinelli  funziona nelle fasi ordinarie e in quelle straordinarie, siamo la giunta della sicurezza che dà fiducia e la prova sta tutta qui: ad Arezzo si investe nella vita”.

E veniamo ai raffronti, basati su quanto riporta il bilancio demografico nazionale 2019 diffuso proprio stamani alle 10. In Italia registriamo un’ulteriore calo della natalità del 4,45% con meno 19.577 neonati: il dato nazionale si ferma a 420.170. Il Comune di Arezzo, invece, tocca un più 5,84%, rispetto sempre al 2018, con un aumento di 37 neonati che da 633 porta a 670. L’incremento cittadino della natalità influenza positivamente i dati del territorio provinciale dove, grazie ad Arezzo, si perdono solo 8 neonati: 2.217 nel 2019 rispetto ai 2.225 del 2018. Scorporando Arezzo dal resto della provincia, invece, quest’ultima registra 45 neonati in meno (il 2,82%): 1.592 nel 2018 e 1.547 nello scorso anno.

“Osservando gli ultimi 25 anni – ha rilevato il pediatra Italo Farnetani – possiamo dire che le famiglie decidono di concepire i figli quando la situazione economica generale è favorevole, ci sono buone prospettive occupazionali soprattutto per i giovani e, di conseguenza, si profilano garanzie certe per la crescita dei figli. Una conferma si ha osservando i vari livelli di natalità anche fra le singole regioni o al loro interno: alta dove l’economia è florida, bassa dove c’è crisi. Secondo elemento che fa salire il trend verso l’alto è quello accennato dal sindaco: la città deve essere percepita a misura di bambino. Risultati così netti e ben delimitabili al territorio comunale sono il frutto di  giuste e appropriate scelte politiche dell’amministrazione comunale a cui vanno il mio plauso e l’apprezzamento. Non è casuale il fatto che il nostro baby boom sia iniziato nel dicembre 2018”.

E nel 2020 la città non solo prosegue ma raddoppia: dal primo gennaio al 30 giugno siamo a 347 nascite, più 34, il 10,86%, rispetto all’analogo semestre del 2019. Infine, una piccola parentesi relativa alla regione di appartenenza: in Toscana, Arezzo si distingue come l’unico capoluogo di provincia con il segno positivo e lascia a distanza ragguardevole tre città importanti come Massa (344 neonati), Siena (339) e Carrara (328), capoluoghi di provincia che chiudono doppiati.