I muri di gomma. Ma, in consiglio comunale, anche eventi mirabili.

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Una premessa: non sono io a scrivere gli interventi di minoranza. Forse leggono i miei articoli e su quelli costruiscono i loro interventi, forse ribadiscono concetti già espressi che mi sono sfuggiti: resta il fatto che se un legge i miei pezzi li trova tutti poi in consiglio comunale.

Pareva dover essere una giornata epocale, ma vi anticipo non vi siete persi niente, proprio niente.

La maggioranza è presente muta e e compatta, forse non si può dire altrettanto del principale gruppo d’opposizione consiliare.

Max erano collegati 59 spettatori, cito il contatore di youtube circa gli utenti connessi: evidente che a nessuno frega di quello che succede nella massima assise cittadina. Neanche nella giornata del redde rationem. Un numero di spettatori superiore comunque a quanti si collegarono per vedere il concerto di inaugurazione del teatro Petrarca, costato credo un centinaio di migliaia di euro.

Una secchiata d’interrogazioni dove si distingue il richiamo che l’assessore Sacchetti ha fatto alla potenziale misura della condotta per ridurre il rischio idraulico nella zona di via romana, paragonandolo all’impianto di Tokyo. Non dormirò, chiedendomi che misura di condotta hanno utilizzato a San Paolo del Brasile.

Un’altra interrogazione che ha destato rilievo al di fuori dell’aula è quella che Bracciali ha rivolto a molti assessori della giunta con esclusione dell’assessore Tanti: non ci si azzardi un’altra volta, la minoranza non può non coinvolgere il principale politico della maggioranza, l’assessore Tanti appunto.

Che si è concessa un post sul fatto di non essere stata “interrogata”: ha sgradevolmente compreso che un megapippone (sintetizzo: si avventurino a farmi domande su Banca etruria o altre magagne loro) moltiplicato per il nulla (sintetizzo: nessuno l’ha interpellata) ha come risultato il niente. Non se ne abbia a male, caso mai poteva dedicare le stesse energie a rispondere alla interrogazione sulla carenza di  procedure validate dal punto di vista sanitario circa i bimbi che da qualche giorno e per qualche settimana ricorrono ai cosiddetti campi estivi. Perché se ben capisco le domande puntualii, non ci sarebbero procedure locali su cui il personale sia stato formato relativamente alla gestione dei rischi covid per i piccoli utenti. Non mi pare poco, preferirei non aspettare un mese o più, quando i campi estivi saranno cioè finiti. Attività spesso a tutto sole, peraltro.

Mi pare che le interrogazioni di maggioranza trovino più facilmente risposte dalla giunta.

Finalmente siamo giunti al clou, quesiti rivolti al sindaco circa la situazione derivante dal cosiddetto ex 415 bis, dove le anticipazioni di registrazioni dipingono un quadro per ora sospetto circa i comportamenti di giunta e vertici di istituzioni aretine.

Richieste di rispondere a semplici domande o richieste di dimissioni, questo è il sunto. Ghinelli ha risposto con una premessa che ha definito accessoria rispetto alla comunicazione redatta dai suoi avvocati: ha detto che sotto il profilo di etica e onorabilità lui non prende lezioni da nessuno. Mi viene in mente un detto aretino sul cittino bravo tutto lui e pricisino, Seriamente, senza evoluzione saremmo ancora senza fuoco e senza ruota. Senza esagerare, il nostro codice penale contemplerebbe ancora il delitto d’onore ed il matrimonio riparatore. Perché dinanzi all’evoluzione della società, i principi non possono rimanere scolpiti in pietra in maniera dogmatica. Debbono correggere gli errori del passato e rispondere alle necessità dell’oggi e del domani.

Comunque Ghinelli ha detto che non si dimette. Ha messo in difficoltà il Pd ricordando come alcuni  sindaci Pd abbiano pochi giorni fa dichiarato la loro approvazione alla conferma del presidente Estra attuale, oggetto di approfondimento giudiziario, Francesco Macrì. Un bel ceffone.

Nelle repliche circa la soddisfazione, il clima si è surriscaldato: Ralli ha parlato di mistificazione, Ghinelli se l’è avuta. Secondo me il sindaco ha sbagliato, trascinato dall’uso da parte del capogruppo Pd di un termine improprio: la mistificazione è una erronea o fuorviante rappresentazione della realtà, nessuno dei due ha parlato della realtà che anzi è stata espressamente e ripetutamente indicata come estranea all’aula consiliare perché di esclusiva spettanza dell’autorità giudiziaria. Ghinelli non ha parlato sulla realtà delle cose, quindi non c’è mistificazione come ha detto Ralli: infatti è stato uno classico dialogo fra sordi dove ognuno dice quello che gli pare senza dare seguito alle richieste dell’interlocutore. A proposito poco prima il sindaco aveva apostrofato un consigliere di opposizione con il termine “misconoscenza”, ma nessuno era saltato sul banco.

Giunge poi, a sorpresa, il momento dei fatti notevoli.

Il presidente richiama la aula all’uso di un dizionario consono. Non capisco se si riferisce allo scambio fra i due annunciati candidati sindaci o al richiamo spesso fatto in aula alle frasi intercettate con un gergo molto colloquiale, definito  “linguaggio schietto e franco” dal sindaco. Non capisco cosa fosse scandaloso, nel parlamento italiano si sente spesso molto di peggio: il problema non è cosa viene detto, il problema è da chi viene detto e in quale occasione. Ma l’ipocrisia…

Ho appreso che il rapporto tra Bardelli ed il sindaco è passato dal “in quel momento per me Bardelli era un cittadino, un conoscente” di Ghinelli nel gennaio scorso ad un un rapporto di amicizia con passaggio dei denari. C’è speranza per tutti.

Ed in quel momento è successa la cosa che temevo non avvenisse: devo quindi parlare del consigliere Ricci, per fargli un complimento e per redarguirlo quando si comporta in maniera pilatesca. Erano giorni che aspettavo che qualcuno puntualizzasse un aspetto non secondario.

Ricci è l’unico che si è domandato (in maniera retorica perché ovviamente questa è una cosa su cui dovrà eventualmente attivarsi attività giudiziaria): come va considerato il comportamento di quei 2/3 consiglieri comunali che, informati circa la mancanza di evidenza a sostegno della nomina di Macrì. hanno magari espresso ulteriori perplessità, ma poi si sono dimenticati di andare a illustrare questi dubbi nelle sedi competenti? Intendo le autorità inquirenti. Perché l’etica, non mi riferisco al criterio del sindaco ingegnere, deve consigliare specifiche iniziative qualora figure istituzionali vengano messe a conoscenza di comportamenti potenzialmente criminali. A leggere le anticipazioni,  si sono girati dall’altra parte. Per spirito di squadra? Per aver modificato il loro pensiero? Per dimenticanza? Se questa cosa va avanti, sarà opportuno farselo spiegare. E comunque almeno un vero esame di coscienza alcuni consiglieri se lo devono fare.

Mentre definisco pilatesco il modo di Ricci di non prendere posizione sulle iniziative della maggioranza dichiarando “non voto” al momento cruciale: favorevole, contrario, astenuto, assente, ai modi di esprimersi ha aggiunto un “sto dormendo” o il classico “non so”.

In compenso diviene evidente che il suo collega Lepri, ex consigliere M5S, lascia presumere una condivisione elettorale con l’annunciato candidato Donati.

La seconda parte della mattinata prosegue con evidente imbarazzo nei visi di alcuni consiglieri del Pd, un imbarazzo che deve avere bloccato il cervello quanto successivamente il consiglio comunale ha portato in votazione le variazioni al bilancio. Non hanno chiesto nessuna delucidazione, per esempio potevano chiedere cos’è il bonus cultura e turismo riservato a professionisti e associazioni per cui il Comune eroga altri € 100.000 alla fondazione Guido d’Arezzo. Perché vorrei sapere come è possibile che in questo momento il Comune decida di mettere altri soldi dentro la fondazione cultura arrivando a prevedere per questo anno un importo monstre di 1.906.751,10. C’è qualcuno che ha bisogno di riscuotere qualche fattura? Invece di dire dove tagliano le spese, questa amministrazione ne pianifica di ulteriori.

Preferivo avessero ricordato come si arriva ad una diminuzione del gettito IMU previsto di  2.800.000€ (come se il 15% del patrimonio mobiliare aretino venisse risucchiato da madre Terra): l’opposizione è tranquillissima in questo, tutte cose che gli scivolano addosso.