Con 6 sale operatorie su 8 ferme, il San Donato non è ancora ripartito

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I numeri delle visite specialistiche, degli esami e dei ricoveri programmati e poi annullati durante il lockdown non sono ancora ufficiali, ma si teme che l’arretrato sia enorme e tale da mettere in seria difficoltà il sistema sanitario.

L’emergenza sanitaria è stata un evento di portata mondiale, unico nella storia recente. Pretendere di affrontarlo con strumenti ordinari è un errore che non può essere compiuto.

Durante la fase più critica sono state rinviate migliaia di visite mediche, esami diagnostici, interventi chirurgici. Se non si interviene con un piano straordinario per eseguire rapidamente le prestazioni non eseguite nei mesi di marzo, aprile e maggio, gli utenti della sanità saranno esposti a un’ulteriore rischio della propria salute.

La ripresa delle attività ambulatoriali e ospedaliere è il primo passo per ripristinare il diritto alle cure sanitarie, ma non consentirà di contenere le liste d’attesa che con il blocco totale dei mesi scorsi inevitabilmente si sono allungate e imporranno tempi biblici per le chiamate dei pazienti prenotati