La guerra dei rifiuti termina a Caporetto

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Era il 2 novembre 2018 quando appariva, piu’ o meno su tutti i giornali locali, una notiziola…

“Estra si aggiudica le quote del Comune di Monte San Savino in Aisa, che detiene il 6,81% di Sei Toscana

Estra è risultata vincitrice della gara indetta dal Comune di Monte San Savino per la cessione delle quote detenute dall’amministrazione comunale in AISA Spa. Estra si è dunque aggiudicata l’1,16% del capitale sociale di AISA Spa, che ha come attività la gestione amministrativa contabile della partecipazione del 6,81, detenuta dalla stessa, in SEI Toscana.

L’acquisizione è conforme e coerente alla scelta di Estra di entrare nell’attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, importante per la crescita ed il rafforzamento del Gruppo nell’ottica di svolgere in misura crescente il ruolo di multiutility”.

Era solo il primo tassello di una lunga e laboriosa operazione, che aveva una furibonda escalation con grande risonanza mediatica il 27 febbraio 2019

ESTRA entra di prepotenza in Seitoscana acquisendo il 100% del capitale di Ecolat S.r.l.

Estra S.p.A. ha acquisito il 100% di Ecolat S.r.l., società attiva nel settore dei servizi ambientali e ciclo dei rifiuti in Toscana. Ad agosto del 2018, aveva acquisito il 12% della società e con l’atto stipulato ieri, Estra è divenuta il socio unico dell’azienda.

Ecolat S.r.l., socia di Sei Toscana S.r.l., è titolare di un impianto di selezione e valorizzazione dei rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate multi-materiale dei Comuni nelle province di Grosseto, Arezzo, Prato e Firenze, è gestore nella stessa area del Centro di raccolta del Comune di Grosseto e di una piattaforma di stoccaggio di rifiuti recuperabili urbani.

Con questa acquisizione Estra entra, a pieno titolo, nella compagine sociale di SEI Toscana S.r.l. (l’azienda che gestisce i servizi ecologici integrati nella Toscana Sud).

L’acquisizione totale di Ecolat consente ad Estra di affermarsi ulteriormente nell’attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, strategica per la crescita ed il rafforzamento del Gruppo nell’ottica di svolgere in misura crescente il ruolo di multiutility.

“Con questa operazione – dichiarano Francesco Macrì, Presidente di Estra e Alessandro Piazzi, Amministratore Delegato di Estra – ci mettiamo a disposizione, con spirito costruttivo, di un territorio dove siamo già presenti, anche per ripristinare una governance pubblica in un servizio molto rilevante per la qualità della vita dei cittadini.”

Passò all’epoca un po’ in sordina il fatto che Estra aveva pagato 6 (sei) milioni di euro una azienda che pochi mesi prima era stata valutata 1 (uno) milione.

Ma che sarà mai, tanto sono soldi dei cittadini.

Tutto questo lavorio, ha comportato in verità un significativo impatto da parte di Estra in SeiToscana, con la nomina all’ultima Assemblea di ben due Consiglieri di Amministrazione su nove.

Questo solo per porsi in posizione di forza nella gara per l’acquisizione del Gruppo Unieco, in Liquidazione Coatta Amministrativa, al cui interno sta Unieco Ambiente, che a sua volta possiede STA, Società Toscana Ambiente, che a sua volta possiede la maggioranza relativa di Sei Toscana, società operante nel settore della gestione del servizio pubblico, con appalto miliardario ventennale. Ma non solo: possiede anche l’impianto di incenerimento di Scarlino, tramite Scarlino Energia; il 40% di Sienambiente, dove stanno il termovalorizzatore di Poggibonsi e vari impianti di gestione di rifiuti, nonché il 25% di SeiToscana ed infine il 40% di Podere Rota, discarica di Terranuova Bracciolini, anche essa proprietaria di circa il 10% di SeiToscana.

In tale contesto, pare che Estra (sempre da notizie di stampa) avesse raggiunto un accordo con ACEA per proporre una offerta .

Ecco come ce ne parla la stampa pochi mesi fa, ovvero il 20 gennaio 2020

La guerra dei rifiuti, Estra punta Unieco

Presentate le offerte non vincolanti per la società, che controlla Sei Toscana. Sette aziende in corsa per Il acquisto compresa la multiutility AREZZO La prima tappa per la vendita della divisione Ambiente di Unieco, la società che ha la maggioranza di Sta e quindi controlla Sei Toscana e Il appalto da 3 miliardi di euro in 20 anni per la raccolta dei rifiuti in 105 Comuni della Toscana meridionale, si è di fatto compiuta. Entro il 31 marzo dovranno arrivare le offerte vincolanti, forse a metà maggio la società che ha il peso preponderante nella gestione dei rifiuti nelle province di La guerra dei rifiuti, Estra punta Unieco Siena, Arezzo, Grosseto, passerà al nuovo proprietario. «II dottor Baldini, Commissario liquidatore della Unieco in liquidazione coatta amministrativa conferma che il 16 gennaio – recita la nota – è stato dato accesso alle società che avevano formulato L’offerta non vincolante alla VDR (Virtual Data Room), che consentirà loro di avere accesso alle informazioni per formulare, entro 75 giorni, l’offerta vincolante per  l’acquisto della Divisione Ambiente di Unieco.

La procedura di gara, condivisa ed autorizzata dal’ autorità di vigilanza (Ministero dello Sviluppo Economico), prevede un meccanismo di aggiudicazione che garantisce, da un lato, il mantenimento dei livelli occupazionali e del radicamento territoriale, nonché la continuità del processo di investimento a garanzia della continuità aziendale e dal l’altro, la massima soddisfazione per i creditori sociali”.

Esaurite le formalità e facendo lo slalom tra i tecnicismi del comunicato del liquidatore, la guerra dei rifiuti nella Toscana meridionale sta per entrare nel vivo. Baldini non può rivelare né il numero, né ovviamente i nomi delle società che hanno presentato l’offerta non vincolante, ma stando alle credenziali di accesso al Data Room di Unieco, sarebbero sette le cordate interessate.

Nel gruppo ci sarebbero tutte le multiutility italiane, anche se la più agguerrita è la spagnola Tradebe, un grande gruppo che ha attività in tanti paesi e ha un fatturato di 450 milioni di euro all’ anno. Acea sarebbe in cordata assieme a A2A, Iren avrebbe confermato l’interessamento, anche perché era stata già protagonista di una trattativa per Unieco e Coopservice, che ruotava su un’ offerta base di 67 milioni di euro.

Poi ci sarebbero cooperative emiliane, come la Aimag di Mirandola. E nel lotto figura anche Estra, che potrebbe controllare già il 15% di Sei grazie alle quote di Cooplat ed Ecolat. I partecipanti hanno tempo fino al 31 marzo per l’offerta, le tre aziende che avranno presentato la migliore potrebbero anche rilanciare.

Apprendiamo in questi giorni, e solo grazie ad un articolo pubblicato sulla Nazione di SIENA e AREZZO, che NE’ ACEA E NEPPURE ESTRA, hanno presentato, alla data di scadenza prevista, offerta vincolante, e pertanto non saranno della partita.

Resta la domanda da un milione di dollari…: tutti i soldi spesi fino ad oggi a cosa son serviti?