Riaprono i centri diurni. Per merito di Regione, Asl e gestori

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Il consigliere comunale Pd, Donato Caporali, replica all’assessora Tanti

Riaprono i centri diurni. Per meriti dell’assessore Lucia Tanti? Proviamo a capire. La Regione Toscana ha stabilito la riapertura dei centri diurni per disabili  dal 18 maggio e comunque entro il 1 giugno 2020. Sempre la Regione ha approvato un protocollo di intesa dettando le norme per la riapertura, dall’uso dei dispositivi di protezione alla sanificazione, alle distanze di sicurezza. Sempre la Regione ha deliberato il finanziamento per la riapertura  a sostegno dei gestori per le spese che devono sostenere: 157mila euro per la  Zona Distretto Aretina all’interno della quale hanno riaperto o riapriranno 14 centri diurni socio sanitari, socio assistenziali.

L’ utenza di questi servizi è particolarmente fragile ed ha sofferto molto durante la chiusura. In vista della riapertura, la Asl ha chiesto ai gestori un progetto  che è stato valutato dal personale Asl del Servizio Sociale, con la collaborazione del servizio amministrativo e di concerto con il Dipartimento della Prevenzione. A tutti i Centri Diurni sono state assegnate le risorse richieste per sostenere i maggiori  costi

Nella Zona Aretina i centri diurni sono Falciai, Chianini a gestione diretta USL con la compartecipazione ai costi del Comune di Arezzo. Oltre a questi gli altri sono Il Mosaico, Il Centro Helios, il Clà, il CD Francesco Catasca, il CD Viciomaggio e Agazzi, L’Arca di Monte San Savino e l’Accordo di Subbiano.

Se questi centri hanno riaperto, il merito va alla Regione e all’Asl. Se puoi qualcuno decide di appropriarsene, i cittadini ne prenderanno atto.