Fondi europei, occupazione e territorio

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L’Europa sta diventando la nostra scialuppa di salvataggio il che, pur in momento triste come quello che stiamo vivendo, mi rallegra.

Mi rallegra perché significa che una cosa in cui ho creduto fin da piccolo non è poi quel mostro che si dipingeva ultimamente. Non è un fallimento totale, da smontare e riporre in un armadio come uno scheletro.

L’Europa è viva e ci sostiene, e senza il suo aiuto non possiamo farcela. Questa è la realtà di oggi e dell’immediato domani.

Ci chiede dei risultati e ha ragione, ragione da vendere. Non possiamo solo prendere, ma contribuire al risanamento e all’ammodernamento di cui c’è tanto bisogno.

Che si debba pensare alla digitalizzazione a tappeto è fuor di dubbio, così come lo è cercare di conservare (e dove è possibile ripristinare) un ambiente che abbiamo devastato; in parte per averlo sfruttato senza rispetto, ma molto anche per averlo abbandonato.

L’abbandono delle campagne e delle montagne è uno dei motivi principali per i quali oggi ci ritroviamo a vivere in un ambiente degradato e dissestato, così grazie all’Europa abbiamo l’occasione per programmare un riassetto progettato e realizzato senza improvvisazione.

La Regione Toscana, in particolare, ha l’obbligo (niente di meno) di proporre un piano di recupero generale dell’assetto territoriale da finanziare con i fondi europei che arriveranno nel 2021.

Le elezioni amministrative sono alle porte e voglio sperare che i candidati alla presidenza parlino di questo e si impegnino, una volta eletti, a fare quanto in loro potere per seguire una delle indicazioni principali provenienti proprio dall’Europa. Le politiche green non si fanno soltanto attingendo a nuove fonti di energia.

Non dimentichiamo le tragedie che ricorrentemente ci colpiscono in concomitanza dei nubifragi sempre più devastanti, e non dimentichiamo che la risistemezione dei territori abbandonati e dei nostri boschi, degli argini fluviali, sono una necessità cui non riusciamo a far fronte con le nostre sole forze.

Non dimentichiamo l’enorme spinta che un ambizioso piano regionale (che insieme ad altri può diventare nazionale) può dare all’occupazione e alla riconversione delle aziende che operano in ambito edile e dintorni.

Riflettete, cari Giani e nonsisapiùseSaccardi (per il centrodestra).

Caro nostro assessore di riferimento Ceccarelli, ha anche lei l’occasione della vita, ammesso che rimanga al suo posto.