Il Covid ha paralizzato l’attività sanitaria ordinaria. Serviranno sei mesi per rimettersi in pari.

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Mentre in tutta Italia i reparti Covid si svuotano, il servizio sanitario deve affrontare la valanga di 410mila (fonte Nomisma) pazienti che hanno dovuto rinviare interventi chirurgici programmati e che oggi rischiano di dover aspettare altri 6 mesi perché arrivi il loro turno.

In tutti gli ospedali della ASL Sud Est (Arezzo – Siena – Grosseto) ci sono rimasti 25 positivi ricoverati, ad Arezzo sono 10 e zero in terapia intensiva. Al ritmo di dimissioni attuali, è ipotizzabile che entro sette giorni saranno tornati tutti a casa.

Se in questi mesi ben 11 milioni di italiani hanno saltato visite di controllo e accertamenti, nella provincia di Arezzo (proporzione corretta al ribasso) si stima che siano almeno 40 mila i cittadini che aspettano di essere curati. Uno studio della società italiana di cardiologia, già parla di morti triplicate solo per infarto.

Secondo lo studio condotto da Nomisma, il lockdown ha fatto slittare a tempo indefinito oltre 410mila interventi in sala operatoria: applicando il medesimo sistema di calcolo, dovrebbero essere almeno 2.000 solo nella nostra provincia.

Il maggior numero di interventi saltati sono quelli a ossa e muscoli, seguiti degli interventi all’apparato circolatorio e al sistema digerente.

Secondo il sindacato dei medici ospedalieri, ipotizzando che al massimo sarà possibile aumentare l’attività chirurgica del 20%, per smaltire l’arretrato serviranno almeno sei mesi.

Il rinvio per così tanto tempo di accertamenti e interventi in sala operatoria potrebbe costare al nostro paese, 20mila morti a fine anno solo per le malattie cardiovascolari.

Paolo Casalini