Arezzo non rinuncia alla cultura e riparte dalle eccellenze della città

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AREZZO POLIFONICO

Un appuntamento musicale e una mostra itinerante i due eventi di punta a cui sta lavorando la Fondazione

Arezzo non rinuncia alla cultura e riparte dalle eccellenze della città: a seguito dell’emergenza Covid-19, il Cda della Fondazione Guido d’Arezzo riprogramma il calendario estivo e mette in cantiere alcune iniziative mirate a valorizzare lo straordinario patrimonio culturale cittadino, gli operatori culturali e gli artisti aretini.

Le restrizioni imposte dalla pandemia, con ricadute drammatiche sul settore turistico e culturale, hanno necessariamente costretto la Fondazione Guido d’Arezzo ad annullare i grandi appuntamenti estivi che hanno caratterizzato il suo operato; nel 2020 non si terranno il Concorso Polifonico Internazionale e il Raro Festival, ma Arezzo non molla e non rinuncia a un estate all’insegna della cultura. Il CdA infatti ha deciso di mettere in cantiere un appuntamento musicale e una mostra itinerante, che coinvolgeranno l’intera città segnandone idealmente la ripartenza.

Particolare attenzione è stata riservata poi ai soci della fondazione per i quali, nel 2020, sarà rinnovata l’associazione a titolo gratuito. Una decisione dovuta verso chi ha aderito con fiducia a un progetto condiviso e partecipato che adesso, più che mai, ha bisogno delle energie creative di tutti per costruire un nuovo futuro.

“Abbiamo creduto nella cultura come motore di crescita e sviluppo, adesso crediamo anche nella cultura quale punto fermo della rinascita della città tanto da volerne sostenere concretamente la ripresa destinando contributi a coloro i quali della cultura hanno fatto la loro impresa – commenta il sindaco e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo Alessandro Ghinelli. Mai come dopo questi mesi di emergenza e di paura, di incognite e di incertezze, il talento e la creatività, il bello e l’armonia di cui vantiamo enorme ricchezza possono ridare fiducia nel futuro e nuovo slancio per la ripresa. Intendiamo valorizzarli e accompagnarli affinché tornino a diffondersi e ad affermare una delle caratteristiche più identitarie di questa città, qual è appunto la cultura in ogni sua forma. Lo faremo con consapevolezza e nel rispetto delle regole, ma fermamente convinti della necessità di ripartire”.

“L’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova chi opera nel settore culturale – sottolinea Roberto Barbetti direttore della Fondazione Guido d’Arezzo. Adesso è il momento di guardare al futuro con entusiasmo, passione e creatività. Qualità che non mancheranno certo alla Fondazione Guido d’Arezzo e ai suoi soci che sapranno trovare nuove soluzioni per ripartire”.