Sbatti il mostro in prima pagina?

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Sbatti il mostro in prima pagina. A sentire questa affermazione viene subito in mente il povero Enzo Tortora, di cui si celebra l’anniversario della morte proprio in questi giorni, vittima della malagiustizia e di un complice sistema dell’informazione. Fortunatamente niente di tutto ciò. Semplicemente parliamo della prima pagina locale di un quotidiano nazionale. Ma per il comune cittadino, in un centro così piccolo come Arezzo dove tutti ci si conosce, ritrovarsi in foto in prima pagina e in modo subdolo essere indicato come l’untore, il trasgressore delle leggi e delle norme, fa un certo effetto, dispiacere misto con rabbia per come la stampa locale tratta i propri concittadini.

La foto, ingannevole, che con la classica tecnica del teleobiettivo e inquadratura di lato, accorcia la percezione delle distanze e mostra i primi piani di inconsapevoli cittadini.

Cittadini che, ligi alle leggi e norme di recente approvazione, hanno potuto, magari per la prima volta dopo mesi, uscire per bere o mangiare qualcosa all’aperto, seduti nei posti debitamente distanziati dall’esercente (la mascherina può essere tolta una volta seduti per consumare). Anche verso gli esercenti non si fa certo un bel servizio, lascando intendere con quelle foto, dopo i notevoli sacrifici fatti anche per adeguare il locale, che i posti non siano stati debitamente distanziati.

E che titoli fasulli! Ma quale folla? Ma che movida? Almeno in piazza sant’Agostino nel tardo pomeriggio, di persone in giro ce n’erano ben poche, nonostante la stagione e il bel tempo. Qualche passante, magari in temporanea sosta e un po’ di gente nei pochi tavolini debitamente predisposti. Le folle al momento sono solo un ricordo. Basta con questi atteggiamenti paternalistici, ci trattano da scemi! Pensano di avere a che fare con dei bambini?

Ma che stampa è? Si vuole veramente fare informazione per i cittadini? Si vuole forse fare un servizio sociale, preoccupati dei possibili assembramenti che si potrebbero verificare nei giorni seguenti di sabato e domenica? Non si usino però e non espongano al pubblico indebitamente quei cittadini che invece si comportano correttamente.
C’è la necessità di vendere qualche copia in più, soprattutto di questi tempi quando nemmeno i bar possono tenere una copia dei giornali per i clienti? Non a scapito di qualche malcapitato concittadino.

Si rischia inoltre di mettere gli esercenti gli uni contro gli altri: baristi e ristoratori, nonostante tutti i loro sforzi, rischiano di essere malvisti dagli altri commercianti come presunti trasgressori delle norme di sicurezza che possano mettere a rischio le agognate riaperture.

Eugenio Mascagni