Dormitorio ed emergenza sanitaria, scatta la fase 2. Accordo Comune-Caritas

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Nuova sede e nuove regole d’ingresso. Tanti: “Garantite tutela sanitaria e sicurezza  nel periodo di lockdown. Facilitati ora i rientri nei luoghi d’origine, continua l’accoglienza per tutti coloro che hanno un rapporto antico con la città”

Siamo ancora in emergenza Covid, ma si apre la fase 2 anche per la residenza di San Domenico. L’accoglienza h24, attivata fino al 18 maggio in risposta all’esigenza di ospitare in sicurezza sanitaria, oltre che sociale, i senzatetto presenti in città nel periodo del lockdown, viene rimodulata alla luce delle disposizioni più recenti, che consentono di nuovo gli spostamenti e la possibilità di rientrare alle destinazioni di provenienza.

Nella necessità di continuare a garantire comunque una risposta di sicurezza al disagio fino al momento in cui non sarà revocato lo stato emergenziale, il Comune di Arezzo in collaborazione con Caritas ha deciso di non sospendere il servizio ma di rimodularlo nelle modalità di accesso e spostarlo dai locali di San Domenico, che verranno chiusi il 18 maggio, a quelli di Caritas di Fonte Veneziana.

Infatti al trasferimento di sede, con ospitalità per un numero di 4 persone, si accompagna un nuovo regolamento di ingresso: gli spazi saranno riservati a quelle persone che hanno una residenza o comunque un rapporto antico con la città, essendo ormai possibile, per gli altri, tornare alle proprie destinazioni di riferimento o trovare soluzioni alternative.

L’accordo con Caritas prevede che l’accoglienza in questa nuova fase sarà attiva fino al 30 giugno con possibilità di rinnovo e prolungamento in caso di necessità. Rimarrà in vigore lo stesso regolamento e sarà data la stessa offerta di servizio del dormitorio invernale di San Domenico, con orario di ingresso serale dalle 20 alle 22.30 e uscita mattutina entro e non oltre le 8. L’accesso al servizio avverrà essenzialmente per reali emergenze umanitarie e sarà di esclusiva competenza dei servizi sociali del Comune, con il parere della Caritas diocesana.

“E’ una attenzione particolare e continua, quella che la città ha riservato e sta riservando anche alle situazioni di estrema povertà ed emarginazione, accolte tutte e a tutte, durante il periodo di chiusura, garantite la tutela sanitaria e la sicurezza”, commenta l’assessore al sociale Lucia Tanti.

“Oggi il mondo ricomincia a muoversi, gli spostamenti verso i luoghi di origine e i ricongiungimenti, che peraltro abbiamo facilitato e costruito insieme agli ospiti, sono consentiti, le persone sono liberate dalla stretta rigidissima del lockdown: è in base a ciò che abbiamo deciso di sospendere l’accoglienza verso coloro i quali sono stati costretti qui, riconducendola alle persone che hanno un legame con questa città, ma che ancora necessitano di un surplus di attenzione.

Un progetto che ha richiesto anche una riconsiderazione degli spazi rispetto a quelli di San Domenico, individuati insieme a Caritas nei locali di quest’ultima di Fonte Veneziana. La piena collaborazione con Caritas ha consentito tutto questo e a Caritas, che per tutto il periodo del lockdown e ancora adesso nel prosieguo della fase emergenziale, ha offerto il proprio prezioso e generoso sostegno all’amministrazione, va il nostro grazie: non sarebbe stato altrimenti possibile continuare a dare una riposta di dignità anche alle persone che vivono realtà di maggiore disagio e povertà”.