In liberazione di Silvia Romano. Molti errori offuscano la gioia.

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Di sicuro non ha sbagliato lei, scommetto che molte contestazioni che leggo perché doveva fare la volontaria sotto casa vengono da persone che fanno il volontario davanti alla tastiera. Farlo sotto casa o a 5000 km fra mille difficoltà è spesso conseguenza di particolari al di fuori del proprio controllo.
Troppo personali sono le motivazioni che spingono verso una tale attività per poterla contestare: io la apprezzo.
L’errore principale l’ha fatto quei due individui che erano all’aeroporto di Ciampino ad accoglierla: avrebbero dovuto immaginare quale putiferio si sarebbe scatenato presentandosi accanto ad una donna vestita alla musulmana, una donna per cui è stato pagato un riscatto.
Avrebbero dovuto scegliere un profilo più basso perché dovevano sapere che entrambi questi temi avrebbero suscitato scalpore.
Perché si tratta di una riscatto in moneta, ed è giusto che sia fatta chiarezza: certo bisognerebbe cogliere l’occasione per specificare in quali casi e per quali importi di finanze pubbliche sono state impegnate sin dal dopoguerra; senza dimenticarsi di quei due fucilieri, indagati per omicidio. E ritengo che pagare un riscatto per un civile sequestrato rientri fra i doveri della nazione, purtroppo ritengo il contrario nel caso di esponenti politici o cittadini che svolgono talune attività: insomma, giusto pagare per Silvia, d’accordo su non pagare per Moro.
Infine, si tratta di una persona che ha abbracciato l’Islam, con tutte le accentuazioni negative che purtroppo da alcuni decenni colorano le esternazioni specialmente d’una certa parte politica. Tralasciamo che poi quella parte politica si dovrebbe ricordare le foto di un signore in divisa in groppa ad un cavallo bianco che stende la spada dell’Islam, foto degli anni ’30 del secolo scorso.
Piuttosto che ipocritamente bubare tanto sul riscatto (da uno a 4 milioni a seconda delle fonti, un mondo di chiaccheroni) bisognerebbe ricordarsi che il terrorismo ha innumerevoli canali di finanziamento, dal petrolio estratto di straforo allo sfruttamento delle popolazioni: questi maledetti terroristi li possono trovare facilmente i soldi, quello che non mi piace -e che reputo un errore conseguente alla scelta dei due esponenti politici, anche se parte del riscatto- è la ricaduta mediatica a favore di queste bande armate. Una passerella che doveva essere evitata, perché molto più appetitosa dei soldi.
La maggioranza dei commenti negativi è postata da uomini, questo mi fa pensare che ci sia una preponderante componente sessista nelle critiche. Quando dicono che l’Islam ha una politica discriminatoria nei confronti delle donne è vero, uno dei principali settori di crisi in società dove le donne rivendicano un diverso ruolo, ma dove la tradizione supportata dalla religione propone un sistema patriarcale. Quello che era in vigore anche in Toscana fino a cinquant’anni fa, e che probabilmente è ancora vivace nel meridione d’Italia. Quindi questi detrattori decidano da che parte stare perché la contraddizione è insita nel loro ragionamento.
Spero anzi che le donne di una parte politica che esprimano il loro sentire libero da condizionamenti sulle scelte di una donna e su quello che può essere accaduto in questi 18 mesi. Spero difendano le scelte di una donna che si è trovata coinvolta in un gioco più grande di lei. Una situazione di cui nulla sappiamo, a parte indiscrezioni pilotate.
Sciocco accostare le foto di Silvia di due anni fa con quelle di ieri: credo che la vita di Silvia sarà comunque spezzata in due parti, un prima e un dopo.
E comunque essere trattenuto contro la tua volontà dopo aver subito un rapimento in piena regola e aver temuto per la tua vita credo consenta al protagonista di fare tutte le scelte che ritiene opportune: se poi l’adesione all’Islam è nel suo cuore, ben venga.
Mi pare proprio che i cristiani e musulmani onorino lo stesso Dio.
Quello per cui si ebbe la quarta crociata che istituita con l’intenzione di combattere i saraceni, aggredì e saccheggiò unicamente paesi cristiani.