Agli Uffizi un percorso virtuale di 26 tappe tra i misteri delle gemme dipinte nei capolavori del Museo.

0

Si sa che nelle sale del Tesoro dei Granduchi, in Palazzo Pitti  è custodita una serie eccezionale di oggetti preziosi, ori, gemme, gioielli di ogni tipo; ma altrettanti sono quelli appesi ai muri e che compaiono dipinti, opera di artisti che hanno tramandato con la loro arte preziosità di altro tipo ma di pari rilevanza perchè ci consentono di capire quali gusti, quali mode, quali interessi caratterizzarono le epoche passate. Inoltre in molti casi questi complementi che impreziosiscono abiti e fisionomie di chi li indossa aiutano a comprendere con i loro risvolti simbolici il significato più profondo di un’opera o ad identificare un personaggio che vi è ritratto come pure a decifrare l’iconografia di un quadro. Secondo una concezione che sopravvisse almeno fino al XVII secolo infatti le gemme sottintendevano linguaggi misteriosi ed oggi basandoci su testi noti come “lapidari”, ci è possibile decifrarne il significato nascosto e, interpretando le forme degli ornamenti stessi, capire anche perchè venivano indossati in determinati parti del corpo, scoprendo significati di volta in volta diversi. Così, i monili raffigurati nei dipinti non restano quasi mai meri dettagli decorativi, ma elementi parlanti di un rebus, indizi, o tracce rivelatorie della cultura dell’artista.

Raccontare tutto questo per immagini è l’intento dell’ipervisione intitolata “Gioielli agli Uffizi: un itinerario tra i misteri delle gemme dipinte”.  Sul sito delle Gallerie (all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/gioielli-agli-uffizi ) è da oggi visitabile un percorso che dal XV secolo arriva agli inizi del XVI, mostrando riproduzioni ad alta definizione di capolavori che vanno dall’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano

al Ritratto di Richard Southwell di Hans Holbein,

attraverso 26 tappe costituite da opere famosissime esposte al secondo piano delle Gallerie.

L’inedito taglio proposto permette di scoprire ambizioni e valori dei grandi protagonisti dei ritratti, noti e ignoti, di intravederne paure e desideri, ma anche di comprendere meglio le raffigurazioni sacre attraverso il linguaggio delle gemme e la forma dei gioielli restituendo agli artisti inaspettate competenze nell’oreficeria e nella gemmologia. I diamanti sono davvero i migliori amici delle ragazze? Forse non solo in senso frivolo, se si guarda al Ritratto di Elisabetta Gonzaga di Raffaello e alla pietra che le brilla in fronte, segno della forza del suo intelletto: anche in questo caso l’Urbinate mostra allo stesso tempo eloquenza psicologica e profonda cultura di oreficeria. E lo stesso può essere detto per tutti gli altri artisti che compaiono in questa luccicante carrellata.

Ha detto il Direttore Eike Schmidt

“Con la mostra virtuale sui gioielli nei dipinti, curata da una specialista di vaglia e conoscitrice dell’ambito come Silvia Malaguzzi, si può affermare che la collana della nostra offerta gratuita si arricchisce di un’altra perla preziosa”.