D’Urso a Ghinelli: “Tutti i dati Covid sono nel portale regione accessibile solo a Prefetti e Sindaci”

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“Se ha bisogno di altre informazioni, faccia richiesta motivata senza minacciare l’intervento della Pm. Se ci saranno le condizioni di legge e senza violare la privacy dei cittadini, gli verranno forniti”

Continuano gli scambi epistolari tra il Sindaco Ghinelli e il Direttore generale D’Urso.

“Rispondo volentieri all’ultima lettera ricevuta anche se – mi dispiace dirlo – non approvo né il tono né il contenuto della nota. Il sottoscritto, ogni dirigente e ogni operatore della Asl Toscana sud est è pienamente rispettoso del ruolo e delle funzioni di ogni sindaco. Affermare il contrario ed ipotizzare da parte di tutti noi atteggiamenti omissivi, va ben oltre la dialettica tra le parti e colpisce chi ogni giorno, negli ospedali, nei servizi e negli uffici lavora al massimo delle sue possibilità in quella che è universalmente riconosciuta come la prima linea contro il Covid 19”.

D’Urso, oltre al rispetto degli operatori della sanità, invoca anche quello della privacy dei cittadini: “così come formulata, la richiesta del Sindaco Ghinelli è fortemente lesiva del diritto alla privacy di chi effettua il test risultando negativo. E questo è l’esito che si conferma nella maggior parte dei casi. È una lesione di un diritto fondamentale che non può essere tollerata”.

Fatta questa premessa, ecco il contenuto della lettera di D’Urso a Ghinelli. Il primo argomento è quello delle presunte mancate risposte.

Il Direttore generale ricorda, nella sua lettera, “che la Regione Toscana ha risposto con specifica nota di riscontro” sia alle richieste del Sindaco di Arezzo e che degli altri Comuni. Il tema era stato successivamente affrontato il 24 aprile nel corso della riunione della Conferenza dei Sindaci con la presenza dell’Assessore Saccardi che aveva illustrato ai Presidenti delle Conferenze Zonali le modalità di acquisizione delle informazioni da parte dei Sindaci attraverso il Portale SISPC.

“A quella riunione – ricorda il Direttore generale – prese parte l’assessore Lucia Tanti che non rivolse alcuna ulteriore e nuova richiesta sull’argomento, dichiarando anzi l’apprezzamento per le modalità seguite dalla ASL TSE nella diffusione dei dati e soddisfazione per le risposte ricevute, la qualità ed il numero delle informazioni trasmesse”.

Il Direttore generale della Asl risponde poi, nel dettaglio, alle richieste formulate dal Sindaco Ghinelli ricordando che “il Presidente della Giunta regionale, con l’ordinanza del 14 aprile, ha stabilito che le comunicazioni ufficiali relativamente alla gestione dei singoli casi nominativi sono gestiti da parte delle Aziende Sanitarie esclusivamente attraverso l’utilizzazione del sistema denominato SISPC (Sistema Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva). Che è alimentato dal Dipartimento di Prevenzione e vi accedono, a seguito di un accordo tra Regione Toscana, ANCI e Prefetti della Regione, per le esigenze della funzione rivestita nell’emergenza Covid 19, i Sindaci ed i Prefetti”.

Se la domanda è quella di avere il dato relativo ad ogni singolo cittadino (cognome, nome, luogo, data di nascita, residenza, etc.) classificato come “nuovo caso” o “soggetto guarito” o “contatto di caso”, queste informazioni ci sono già. Basta che il Sindaco, non solo quello di Arezzo ma di ogni Comune toscano, si connetta al portale SISPC. Nella sua lettera, D’Urso precisa a Ghinelli che questo accesso è consentito solo a Sindaci e Prefetti ma non ai Direttori generali Asl.

Nello stesso portale sono reperibili le informazioni relative ai tamponi. Quindi medico richiedente, data di effettuazione e data di refertazione. Questi dati sono disponibili solo al Dipartimento di Prevenzione e non sono invece visibili per Prefetti e Sindaci. Per quali motivi? Li riassume D’Urso: “l’effettuazione del tampone naso faringeo è una tappa endoprocedimentale del processo clinico diagnostico (al pari del dosaggio della glicemia per i pazienti diabetici). Il risultato può essere valutato esclusivamente da medici, in questo caso specialisti in igiene e medicina preventiva, che operano nel Dipartimento di Prevenzione, che, all’esito del processo di valutazione, escludono l’infezione da Covid 19 ovvero concludono per “nuovo caso”, “soggetto guarito” o “contatto di caso”. L’informazione relativa al cittadino esente da infezione da Covid 19 non rileva sotto il profilo di sanità pubblica e quindi la sua trasmissione al Sindaco appare non necessaria per i soggetti attuatori rispetto alle funzioni assegnate nella gestione dell’emergenza Covid 19”.

Questo non vuol dire che Sindaci e Prefetti siano privati di informazioni necessario allo svolgimento delle loro attività istituzionale. Quindi “l’informazione relativa a “nuovo caso” o a “soggetto guarito” o a “contatto di caso” è assicurata dalla Regione Toscana ai Sindaci, come ai Prefetti, attraverso il Portale SISPC”.

Il Direttore Generale Asl apre comunque uno spiraglio nel dialogo con il Sindaco. “E’ evidente che la minaccia di inviare la Polizia Municipale in qualità di ufficiale giudiziario all’interno del San Donato è un’opzione non solo irrituale ma che assume il sapore di un’intimidazione nei confronti di tutti coloro che in queste settimane stanno lavorando in prima linea in sanità. Se nonostante le spiegazioni fornite, il Sindaco di Arezzo ritenesse necessarie una serie di informazioni aggiuntive a quelle di cui già oggi dispone, può formulare la richiesta nelle forme di legge. E infatti, l’Azienda non potrà evidentemente né consegnare dati che non ha l’obbligo di fornire né mettere a disposizione di terzi dati che non siano richiesti nei modi e nelle forme di legge e/o da soggetti privi dei necessari poteri di acquisizione”.