Resistenza

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di Maurizio Bianconi

La pandemia ha messo a nudo l’inadeguatezza della classe politica e di governo, la bulimia perniciosa di una burocrazia iperpotente e impunita, la facilita ‘di violare le libertà fondamentali, l’ignavia di un popolo vessato, sempre più abituato a rassegnarsi, cercare di farla franca, restio a impegnarsi per un cambiamento non isterico e proficuo. Siamo vittime di un progetto di grecizzazione del paese. Conte ne strumento colpevole, forse inconsapevole, sicuramente l’utile idiota di turno. A molti probabilmente sfugge che la tutela della salute pubblica, origine dei provvedimenti di chiusura totale, comprende la difesa dell’integrità psicofisica dei cittadini. La popolazione è provata dai disagi del lungo isolamento, dalla vessazione di regole e regolette più inclini a soddisfare le esigenze di una burocrazia incontenibile che la salute, dallo stress del timore di perdere il lavoro, di precipitare nell’indigenza. Si preserva la salute pubblica anche se non si compromettono le risorse finanziarie e le fonti di reddito della comunità’. Esse assicurano la tutela sanitaria di base. Diversamente che in Grecia dove si muore per mancanza di medicine, strumentazione, personale medico e paramedico, chiusura di ospedali, sospensione sine die di cure come chemio, di medicina preventiva, di base e assistenziale. Pare che non si sia compreso che non ci sono due problemi distinti (sanitario ed economico) ma un solo problema intrecciato e interconnesso. Un governo competente, non animato da sadismo, invidia sociale e chissà cos’altro dopo due mesi di chiusura totale avrebbe evitato provvedimenti da dr Stranamore. Ancora moduli di autocertificazione, per lo più illegittimi e criminogeni, Limitazioni di movimento, senza senso anche in epoca di epidemia medievale. Concessioni rare e fuori da ogni lessico, come il riferimento ai “congiunti”, che sembra categoria da “scherzi a parte”, della quale farebbero parte secondo un rappresentante di governo, anche gli amici, ma se ‘stabili”. Velo pietoso.

Si discute se si possa trasferirsi nelle seconde case, aggravando default economici di zone già colpite dalla crisi e penetrando negli anfratti più reconditi della persona e mettendo in discussione le libertà minime che distinguono la democrazia dalla tirannia. Si continua in una repubblica democratica(?) fondata sul lavoro a impedire di lavorare alla quasi totalità dei lavoratori autonomi specie se piccoli, che sono il 99,6% del tessuto produttivo nazionale.

Sembra che si siano impegnati per rovinare l’Italia nella salute, nello spirito, nei valori, nel portafoglio. Complice anche un delirio di onnipotenza, che prima o poi prende tutti, ma che con Conte ha avuto andamento fulminante.

C’era chi diceva “noi cessiamo di collaborare coi nostri governanti quando le loro azioni ci sembrano ingiuste. Questa è la resistenza passiva”. Sembrava un pazzo, solo e debole. Ma vinse lui. Gli italiani hanno la stessa chance. Alla rassegnazione furbastra o a una ribellione sciamannata con attori anch’essi inadeguati, potrebbero contrapporre un’ordinata disobbedienza civile, una resistenza senza maiuscole. Si deve sapere che il provvedimento da prendere sarebbe uno è di poche righe e approvato dal parlamento “è fatto obbligo di rispettare i principi di sicurezza per non diffondere la pandemia in atto, osservare ovunque le distanze fra persone e utilizzare le dotazioni di sicurezza (mascherine guanti e quant’altro). ‘La disobbedienza a leggi ingiuste è giusta. Tanto più ad atti amministrativi che sospendono le libertà costituzionali e sono forieri della rovina del paese.