Silvia Chiassai Martini: ripartire subito in sicurezza con soluzioni per la gestione dei figli.

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La nostra Provincia è un territorio virtuoso per quanto riguarda diversi settori dell’imprenditoria, formata da piccole e medie imprese, che hanno creato negli anni un importante indotto e un tessuto economico che ha dato sempre grandi opportunità di lavoro certe, anche in un periodo storico mondiale in cui negli ultimi 10 anni la crisi non ha risparmiato nessuno.Le nostre aziende, eccellenze nei settori della moda, dell’artigianato, del gioiello, della tecnologia sono realtà orientate all’export che, insieme al turismo,hanno avuto un ruolo determinante nel fronteggiare la precedente crisi finanziaria e economica, ma questa volta rischiano un duro colpo, con conseguenze drammatiche in termini di posti di lavoro e di coesione sociale, tali da compromettere seriamente il futuro della nostra economia.

Il rischio è di un vero e proprio collasso in settori già esposti alla competizione internazionale, con perdite di mercato, quindi di fatturato e di occupazione.Il turismo e la cultura, altri settori strategici della nostra economia, che dovranno aspettare ancora molto prima di ripartire a causa delle prolungate limitazioni legate alla mobilità internazionale.Per la politica nazionale non è più il tempo di teorizzare, dobbiamo “riaprire”,  altrimenti sarà troppo tardi per molti settori, per le piccole e medie imprese, per i commercianti.

Serve far ripartire subito tutta la filiera produttiva, penso ai grandi brand della moda che abbiamo la fortuna di avere sul nostro territorio e che assicurano un numero enorme di posti di lavoro, ma ad oggi hanno tutte le commesse bloccate, mentre i loro competitor negli altri Paesi europei non hanno mai smesso di produrre.

Le diverse scelte fatte a livello Europeo, relative alla chiusura delle attività,  ha generato una condizione di grande svantaggio alle nostre imprese, urgente che la politica ascolti il mondo imprenditoriale per trovare insieme una soluzione che garantisca una rapida riapertura ma in massima sicurezza per i dipendenti. In un incontro fatto con Confindustria alcune settimane fa, e ieri in Prefettura, è stato ribadito che le aziende sono pronte a ripartire assicurando tutti i dispositivi di sicurezza necessari ai loro dipendenti, come predisposto dalle direttive, oltre alle mascherine ritengo necessaria la misurazione della temperatura in entrata e uscita ed anche l’effettuazione dei  tamponi in modo da avere un controllo costante sulla condizione di salute di ogni lavoratore.

Questo permetterebbe di ripartire in corsa, ma con responsabilità. Dobbiamo capire che sarà indispensabile convivere con il virus per lungo tempo, è una sfida che dobbiamo accettare e con cui dobbiamo imparare a convivere, utilizzando le precauzioni e sviluppando nuove abitudini, altrimenti rischieremo che il Covid-19, oltre ad un grandissimo danno sanitario ne generi uno di entità ancora peggiore dal punto di vista sociale ed economico. Le nostre imprese, i lavoratori e i cittadini, tutti, hanno fatto uno sforzo immane in queste settimane, la politica deve avere il coraggio di passare alla fase due mettendosi a tavolino con tutti i soggetti interessati, le categorie, le banche e i sindacati, per una soluzione condivisa.

In tutto questo non possiamo dimenticare che dietro ad ogni lavoratore c’è una famiglia che spesso deve occuparsi dei propri anziani o dei figli magari piccoli, che ormai sappiamo torneranno a scuola forse a settembre;  chi ci governa deve assumersi la responsabilità di trovare anche in questo caso una risposta rapida. Se i genitori tornano a lavoro, è indispensabile dare un sostegno alle famiglie, inevitabilmente diverso rispetto a prima del Covid.

Aspettiamo con ansia che ci venga detto in quali modalità si possono riaprire gli asili e i centri estivi, in quali termini organizzarci anche per riaprire le scuole a settembre. Ci sarà sicuramente una didattica diversa, quindi sarà necessario un ulteriore sforzo da parte degli enti per adeguare al meglio questo nuovo “modo di fare scuola”. Ieri ho partecipato, come delegato nazionale delle Province, alla cabina di regia sull’edilizia scolastica insieme al Vice Ministro Ascani, ribadendo l’urgenza di permettere agli enti di partire subito con i lavori nelle scuole in modo tale che gli ambienti siano pronti con interventi non previsti, maancora più urgenti, per un rientro in sicurezza a settembre.

Oggi più che mai la politica deve essere pragmatica e deve assumersi la responsabilità delle scelte, non in solitudine, ma ad un tavolo di confronto serio tra tutte le parti. Il nostro Paese può uscire dalle ripercussioni della pandemia, solo se lo facciamo tutti insieme, senza miopie o scelte non condivise, perché c’è in ballo il futuro di tutti noi. Questa tragedia potrebbe veramente essere per l’Italia l’evento che genera il “punto zero” della ripartenza, dove una volta per tutte, venga accantonata la burocrazia perché l’emergenza attuale ci impone di avere il coraggio di decidere e di cambiare subito senza le solite zavorre.