I collaboratori sportivi dilettanti e professionisti dopo il COVID-19

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L’entrata in vigore della “prossima” fase due dell’emergenza sanitaria generata dal coronavirus potrebbe manifestarsi dopo il 4.5.pv …con essa da piu’ parti si auspica anche la ripresa di tutte quelle attività sportive del settore professionistico e dilettantistico. Le principali novità sono contenute a partire dall’art.  96 del decreto attuativo del D.L. 18/2020c.d. Cura Italia, così recita:

Art. 96 (Indennita’ collaboratori sportivi)

  1. L’indennita’ di cui all’articolo 27 e’ riconosciuta da Sport  e Salute S.p.A., nel limite massimo di 50 milioni di  euro  per  l’anno 2020,  anche  in  relazione  ai  rapporti  di  collaborazione  presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, societa’ e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art.  67,  comma1, lettera  m),  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, gia’ in essere alla data del 23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione  del  reddito  ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986, 917. Tale art. delimita i beneficiari del provvedimento ovvero “i lavoratori titolari di un rapporto di collaborazione ai sensi dell’articolo 67 primo comma lettera m) del d.p.r. 22 dicembre 1986 n. 917”.

Da ciò derivano alcune considerazioni:

  1. Per la prima volta si ha conferma le c.d. prestazioni sportive dilettantistiche hanno natura professionale di lavoro. Quindi risulta scontato che detta forma di retribuzione sarà riconosciuta anche a coloro i quali svolgono tali attività a titolo principale o secondario.
  2. All’interno di tali categorie ci sono tutti gli aventi diritto i quali percepiscono compensi per prestazioni o collaborazioni sportive, atleti dilettanti così come arbitri/direttori di gara.

La definizione del collaboratore / lavoratore che opera nell’ambito delle manifestazioni sportive dilettantistiche e non solo è confermato dall’articolo 5, comma 1, lettera c), L. 86/2019 fra i collaboratori comprende in modo inequivocabile il direttore di gara l’arbitro:

Testo in vigore dal: 31-8-2019

Art. 5 Delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni  in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonche’ del rapporto di lavoro sportivo…

[…]  b) riconoscimento del principio della specificita’ dello sport  e del rapporto di lavoro sportivo come definito a livello  nazionale  e dell’Unione europea, nonche’ del principio delle  pari  opportunita’, anche per le  persone  con  disabilita’,  nella  pratica  sportiva  e nell’accesso al lavoro sportivo sia nel settore  dilettantistico  sia nel settore professionistico;

  1. c) individuazione, senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza pubblica e fermo restando quanto previsto dal  comma  4,  nell’ambito della specificita’ di cui alla lettera b) del presente  comma,  della figura del lavoratore sportivo, ivi compresa la figura del  direttore di gara, senza alcuna distinzione di genere, indipendentemente  dalla natura dilettantistica  o  professionistica  dell’attivita’  sportiva svolta,  e  definizione  della   relativa   disciplina   in   materia assicurativa, previdenziale e fiscale e delle regole di gestione  del relativo fondo di previdenza;

È evidente che,se tali lavoratori hanno diritto alla richiesta della indennità dei 600,00 euro, sarà probabilmente operativa la delega concessa al Governo (scadrà a fine agosto 2020) per la riscrittura della disciplina del lavoro sportivo dilettantistico.

In forza e virtu’ delle conferme pronunciate per bocca del Ministro Spadafora, inerenteproprio la scadenza di agosto 2020 per i decreti delegati di riforma dello sport, ci troveremo, verosimilmente di fronte alla ripresa delle attività con l’entrata in vigore di nuove regole che disciplineranno l’esercizio di attività sportive dilettantistiche.

Il problema si presenterà per i nuovi costi delle coperture previdenziali ed assicurative di tali prestazioni che dovranno essere stipulate entro agosto 2020.Allo stato attuale azzardarli non è serio né corretto.

Verrebbe però spontaneo, per ciò che a noi interessa maggiormente concludere con un’asserzione lapidaria:

“ Fine dell’AIA “?

Il rischio è enorme perché con una regolamentazione come sembra prospettarsi lo spirito associativo che ha da sempre pervaso l’associazione verrà inevitabilmente schiacciato in una giungla di norme, contributi, costi (che porteranno al taglio di altri costi attuali…) nuove forme di rapporto interpersonale ecc.

Insomma passeremo da AIA sociale ad AIA azienda….

Forse era ciò che, sommessamente, da tempo alcuni auspicavano.

A noi, inguaribili romantici, la prospettiva atterrisce.

Certamente dei radicali cambiamenti ci dovranno essere, non è solo un auspicio, del resto per quanto ci riguarda mai celato, ma in altra direzione…..

Quel cambiamento di rotta nel vedere i fondamenti di una grandissima Associazione che necessita di una sola certezza prossime elezioni per il rinnovo della presidenza AIA entro il prossimo autunno e decisioni coraggiose da parte del corpo elettorale.

Altrimenti sarà la fine e tutti ne saranno responsabili. Nessuno escluso!

Navigare necesse est!

Fabio Bray by Kintsugi.associates