Un consiglio comunale di fuffa. Solo il contrario di quanto accade a Roma..

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Leggendo i resoconti del consiglio comunale del 20 aprile, tenutosi attraverso remoto, direi che ha vinto la linea attendista circa le iniziative da intraprendere seguito crisi da corona-virus. Spettacolo speculare alle azioni del governo centrale che suscitano delusione nella opposizione romana che protesta perchè il governo non fa: ad Arezzo gli attori si scambiano, ma il teatrino è lo stesso.

Tecnicismi e tatticismi 2.0. Du’palle, appunto. Dieci ore buttate nel cesso.

Probabilmente alcuni argomenti erano inseriti nell’ordine del giorno già da tempo, difficile pensare adesso a ponte Buriano o al bar in Lignano o alla carta famiglia o ai cassonetti della monnezza o al rifacimento dei locali d’un quartiere giostresco, ma pure gli atti di indirizzo per i provvedimenti post emergenza non hanno portato indicazioni sostanziali.

Basta la battaglia imbarazzante a colpi di “ritira il tuo e vota il mio” a dimostrare il bisogno di farsi belli, durata  un’ora e mezzo. Alla fine doppio voto, entrambi appovati gli atti di indirizzo prevedono la costituzione di ovvio tavolo di confronto con commissioni, associazioni di categoria, rappresentanze sindacali, istituti di credito e imprese per valutare cosa fare. Parole, 2.0.

Non ho trovato indicazioni circa i costi -enormi- delle fondazioni: i cittadini non confidino troppo su risorse del Comune, restano impegnate per questi carrozzoni. Oltre che per commercianti e città del Natale, cui hanno promesso finanziamenti.

L’unico sviluppo è stato l’attacco di una consigliera di maggioranza verso la opposizione, post con tanto di foto d’un candidato sindaco, accusati di fare campagna elettorale a spese del volontariato. Io non ho trovato nei resoconti stampa quanto lamenta: l’interessata mi ha fornito soltanto risposte in politichese. Un approfondimento sui rapporti fra associazioni e Comune che sfocia in guerre intestine ad una area politica visto i soggetti interessati. Se Ralli ha detto cose sgradevoli verso il volontariato è bene emergano, altrimenti riterrò sia stato trascinato in una inutile, anzi ingiusta, polemica. E concluderò che la logica di posizionamenti e distinguo in vista delle elezioni stia accecando qualcuno. Polemica normale fossimo in ambito elettorale, qualcuno parlerebbe ai suoi potenziali elettori elogiando l’operato del sindaco Ghinelli attaccando l’altra parte; conosco poco Luciano Ralli, ma non ce lo vedo fare una sparata contro il volontariato. Ralli poteva andare in pensione e invece è lì, in prima linea anti covid. Aspetto lumi dagli interessati, qualcuno ha esagerato e forse le scuse ci starebbero.

Ma se di politica vogliamo parlare, le dirette  del sindaco -credo siano tornate ad essere quotidiane per evitare perdita di audience- non sono esenti da difetti in quanto sovente sono messaggi elettorali. Infatti non c’è impellenza da far allontanare Ghinelli dal consiglio comunale. Eppure se ne è allontanato per pontificare via facebook.

Sarebbero informazioni destinate alla cittadinanza per l’emergenza coronavirus, ma i continui distinguo nei confronti del governo centrale e della regione Toscana (amministrati dall’altra parte politica rispetto al sindaco di Arezzo) sono pura e semplice propaganda. Condita da saluti a cari lontani. Prossimamente avremo le dediche e la tombola. Nelle radio libere anni ’80, anche rutto libero.

Male per una iniziativa a carico del cittadino, deve essere utile al cittadino e raccomandargli azioni virtuose anche quando il lockdown si allenterà: il cipiglio sanzionatorio contro untori che piace molto ai fan di Ghinelli non gli ha insegnato niente; salvo l’invidia verso quelli che inseguono con l’elicottero vero, stile Barbara D’Urso. Vedete i filmati per capire come si è riempita Arezzo negli ultimi giorni. Diffondere l’aspettativa del suono liberatorio della campanella -intesa come stop alle sanzioni- non libera dalla presenza del virus che ci accompagnerà a lungo; dipingere una realtà “rosa” che invita a ritornare a abitudini, ohime dannose, come fare a spallate al supermarket.

Altri passaggi consiliari mi hanno molto colpito: il balletto circa l’albergo sanitario, manca di dare la colpa a chi è convalescente; ho percepito solidarietà pelosa, mi dispiace e mi fa schifo.

Inoltre, l’approvazione della riduzione delle tasse cucita addosso ad Arezzo fiere congressi: era una misura che chiedeva anni fa l’allora presidente Boldi, mai cacata neanche di striscio dalla amministrazione Ghinelli.

Perfetto simbolo della politica locale: quando lo richiedeva un nemico, la risposta era no; ora che a quello han fatto la festa -oltre che al precedente presidente camerale-, la diminuzione è stata portata in consiglio e approvata.

Brutto segno di non cambiamento. Mi viene da piangere.