AFFRONTARE L’EMERGENZA CON UN QUADRO LEGISLATIVO DA EMERGENZA

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Con l’uscita nei giorni scorsi del regolamento di attuazione dell’articolo 141 della legge regionale n. 65, contenente l’elenco della documentazione e degli elaborati progettuali da allegare agli atti abilitativi, la Regione Toscana,  ha ritenuto che quello attuale, in piena emergenza sanitaria ed economica,  fosse il momento migliore per intervenire su una norma che in sei anni è stata oggetto di circa 70 modifiche/integrazioni. Un tempismo perfetto, in cui la Regione ha dimostrato per l’ennesima volta di essere sorda alle istanze che da più parti le arrivano. L’Ordine degli Architetti PPC di Arezzo, insieme agli altri Ordini della Federazione Architetti Toscani, dicono basta e chiedono un cambio di paradigma,  non più rimandabile,  alla Regione Toscana ed a tutte le amministrazioni locali.

Il Presidente Ordine degli Architetti PPC di Arezzo, Antonella Giorgeschi

 

La Federazione Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori Toscani lancia un grido di allarme alla Regione Toscana ed a tutte le amministrazioni locali.

Lo capiamo di ora in ora: nulla sarà come prima!

Anche quando l’onda del Covid-19 si sarà ritirata, la vita quotidiana, i processi produttivi e le nostre città non potranno ritornare allo stato antecedente. La paralisi di gran parte del sistema economico legato al mondo dell’architettura e dell’edilizia che si sovrappone alla endemica crisi ormai decennale, farà precipitare l’intero settore nel baratro se tutte le Istituzioni, sia centrali che periferiche, non saranno in grado di definire un piano economico per il rilancio del mondo dell’edilizia, attraverso misure urgenti ed efficaci che tengano conto di tutta la filiera: Professionisti, Imprese, Artigiani e Agenti immobiliari.

Sono troppe le complicazioni normative ed amministrative con le quali ci scontriamo ogni giorno: disposizioni inutilmente farraginose, ridondanti, distorte e indirizzate alla mera conservazione dell’iter burocratico, inutili a tutti e spesso cervellotiche da applicare, sovrapposizioni di competenze, pareri discrezionali con effetto vincolante, irrazionale controllo a priori su tutto. In questa emergenza sanitaria la macchina della pubblica Amministrazione ha dimostrato ancora una volta tutta la sua incapacità  e difficoltà  di lavorare in modalità agile  e gestire  a distanza con il telelavoro le complesse burocrazie che regolano le trasformazioni, anche piccole, del territorio e delle città.

Proprio durante questa difficilissima fase abbiamo assistito alla emanazione, con un tempismo sconcertante, dell’ennesimo atto di superflua burocrazia da parte della Regione Toscana, con l’uscita nei giorni scorsi del regolamento di attuazione dell’articolo 141 della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65  contenente l’elenco della documentazione e degli elaborati progettuali da allegare agli atti abilitativi.

Gli Architetti toscani hanno finito la loro resilienza: è arrivato il momento di trovare un modo diverso per pensare al dopo. Il nostro lavoro in qualità di Istituzioni ma prima ancora di Professionisti, ci impone di chiedere un ripensamento generale della programmazione delle opere pubbliche e delle regole che disciplinano l’attività edilizia privata.

La Federazione Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori Toscani, con la consapevolezza di agire in nome e per conto dell’intera collettività chiede pertanto agli Enti del nostro territorio di voltare pagina, con provvedimenti in grado di far ripartire velocemente gli investimenti e il lavoro nei settori dei lavori privati, pubblici e dell’urbanistica.

Ora più che mai è urgente snellire le procedure urbanistiche, riducendo il peso della burocrazia ed eliminando tutti gli elementi che frenano il rilascio dei titoli edilizi.

Occorre asciugare il corpo normativo da tutte le inefficienze con interventi mirati, straordinari e temporanei, adottando quel modello Genova oggi gradito a tutti, misure che potrebbero comunque divenire delle buone pratiche da adottare nel sistema ordinario ed ecco che il professionista potrà senza problemi assumersi il ruolo di garante della liceità dell’opera senza angosce.

Nell’ambito normativo si dovranno focalizzare le proposte di semplificazione su silenzi assensi e termini perentori per gli esiti dei controlli delle Amministrazioni; nell’ambito amministrativo invece i punti di riferimento dovranno essere la digitalizzazione e l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, attraverso l’attuazione del principio costituzionale della sussidiarietà.

Indubbiamente ora la priorità è  superare l’emergenza sanitaria, ma quando si apriranno le fasi post emergenziali sarà inevitabile attuare una vera propria rivoluzione normativa sul fronte burocratico, un intervento di largo respiro che parta dalla constatazione che nell’emergenza bisogna operare con un quadro legislativo da emergenza: l’idea da cui partire è supporre di dover ricostruire non uno ma milioni di ponti Morandi con disposizioni essenziali e prioritarie, emergenziali appunto, compatibili con l’emergenza da due punti di vista essenziali, quello economico e quello della tempistica.

Questa strategia potrebbe applicarsi in un primo tempo solo al patrimonio edilizio esistente, per promuovere la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del territorio.

Un compito che certamente spetta alle Istituzioni ma che necessita della concretezza e della visione degli Architetti e per questa ragione la Federazione Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori Toscani chiede agli Enti che operano sul nostro territorio, di condividere i percorsi che possano portare all’auspicata e rapida ripresa del settore edilizio. Gli Architetti della Toscana sono pronti a collaborare sin da subito per predisporre questo progetto di ripresa, con ogni mezzo e strumento a loro disposizione, certi di poter contare anche sul supporto e la collaborazione di tutta la comunità regionale degli Architetti.