Lettere alla redazione: LA CASA PIA DI AREZZO

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“Gli ospiti positivi (delle RSA)– dice Rossi – saranno d’ora in poi subito presi in carico dal servizio sanitario regionale, prevedendo per tutti almeno l’assistenza che è propria delle cure intermedie”. Infermieri dunque, medici e strumentazione adeguata. E non solo per i sintomatici, si precisa nella nuova ordinanza, ma anche per asintomatici e paucisintomatici, ovvero per chi sta bene e non ha i sintomi tipici della malattia. Rimane chiaramente la necessità di isolare i positivi”.

Queste le parole del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, riportate il 7 di aprile 2020 da INFORMAREZZO, con riguardo all’emanazione dell’Ordinanza n. 28 della Regione Toscana .

Leggo adesso dopo aver ascoltato, oggi, la conferenza stampa del Sindaco di Arezzo, per caso.

Ero rimasta a qualche giorno fa, nessun contagio in città e pochissimi nei giorni precedenti, non sono una fanatica dei bollettini sul Coronavirus, tanto meno di quelli della Protezione Civile che ci dice che calano i contagi, i malati gravi sono sempre meno, ma, non si capisce perchè, non lo capisco io?, i morti restano sempre nella media di 500 a 650  al giorno, da un mese. Muoiono tutti quelli delle terapie intensive? Tutti o quasi?

Comunque, oggi dal Ghinelli su Teletruria, l’ospite era l’avvocato Maria Paola Petruccioli, Presidente della Casa Pia di Arezzo, che ha raccontato cose raccapriccianti a cui non riesco a smettere di pensare. Speravo che ad Arezzo non sarebbe successo.

Alla Casa Pia ci sono dei positivi acclarati,  in una struttura di anziani e malati, e non si ‘è avuta, dopo molti giorni, ancora la risposta ai tamponi fatti, non si sa quanti sono se ci sono altri positivi tra  residenti e il personale, che magari si infettano gli uni con gli altri, viste le limitatissime protezioni. Inoltre, per i suoi 80 residenti, la casa Pia non ha spazi sufficienti per distanziare gli anziani, pochi luoghi per isolare i positivi. Mi chiedo se hanno abbastanza dispositivi il personale: mascherine, guanti, tute?

Giustamente l’avv. Petruccioli chiede che i “positivi” siano portati in strutture idonee, l’ospedale magari dove c’è personale adeguato, medici che possano intervenire tempestivamente o tenere sotto controllo persone molto fragili. Mi è sembrata una richiesta minima e giusta. Non sono molti i positivi e credo, che l’ospedale di Arezzo abbia spazio.

Ora scopro che la Regione Toscana con le parole del suo Presidente aveva previsto situazioni simili e promesso le stesse cose giorni fa che chiede oggi  l’avvocato Petruccioli, e allora? Non basta la lezione triste che viene dal Nord Italia?

Abbiamo un’aretina al Consiglio Regionale, chiedo al consigliere regionale, Lucia De Robertis, di prendere in mano una situazione cosi’ triste, non dubito che l’avvocato Petruccioli non si sia fatto sentire, ma voglio chiederlo per scritto su un foglio molto letto ad Arezzo: “ Bisogna far presto! La Casa Pia di Arezzo deve essere aiutata subito”.

Non voglio scrivere altre cose e neppure pensarci, ma le inchieste milanesi dovrebbero insegnare qualche cosa. Non si può aspettare.

Elisabetta Galeffi