Imbarazzante politica in tv. Pessime figure istituzionali.

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Il presidente del consiglio Conte è stato contestato da due segretari politici che ha accusato di aver seminato menzogne circa la richiesta di adesione italiana al Mes.
Hanno detto che si è approfittato del ruolo istituzionale nella conferenza stampa destinata a fornire informazioni alla popolazione italiana. Matteo Salvini ha comunicato di avere espresso al presidente della Repubblica Mattarella il suo disappunto per quanto avvenuto.
Potrei dire che il sindaco di Arezzo Ghinelli utilizza la quotidiana conferenza stampa istituzionale per scopi simili?

Ghinelli non ha perso occasione per prendere le distanze dalle figure istituzionali sopra di lui, ma che non condividono la stessa fede politica: sia il presidente del consiglio definendo confusionari i suoi decreti, sia il presidente della regione Toscana e i vertici sanitari locali e regionali per la questione mascherine e tamponi.
Il povero gelataio dato in pasto al pubblico ludibrio non ha potuto portare le sue ragioni in pubblico contraddittorio; avrà potuto telefonare al presidente Mattarella?

L’ingegnere non ha perso occasione per buttare il cappello sui successi e scaricare agli altri i problemi. Populisticamente, vedi la questione dell’albergo sanitario.
Insomma nulla di nuovo sotto il sole, solo il tragico il teatrino dove ognuno vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non il trave nel proprio.
Ghinelli e Rossi saranno i primi ad essere sottoposti al giudizio popolare tramite elezioni, Ghinelli parteciperà come candidato per il secondo mandato mentre Rossi passa la palla a Giani, il presidente del consiglio regionale scelto dal centro sinistra quale candidato alla Regione. Ad Arezzo il centro sinistra ha candidato il medico Luciano Ralli -capogruppo Pd al consiglio comunale-, altre formazioni hanno presentato i loro candidati. Spero altri se ne aggiungano, in culo a quelli che ce l’hanno con i candidati minori. Perché questa è la democrazia, ignoranti costituzionali. Poi come al solito starà al corpo elettorale decidere: valutando il passato come visione del futuro o votando di pancia ossia seguendo le bandiere o aderendo ad un ideale. E se qualche movimento vuole utilizzare la campagna elettorale per portare in evidenza i propri sogni o specifiche motivazioni ben venga. Perché quelli che vivono con fastidio proposte che richiedono di essere valutate di solito appartengono al popolo dei tifosi, insomma quelli che ce l’hanno sempre con l’arbitro o l’allenatore, ma non sanno che cosa sia il fuorigioco nè conoscono i moduli tattici.

Certo mi piacerebbe sentir parlare di programmi, vorrebbe dire che per lo meno siamo nella cosiddetta fase 2, quando avremo superato la fase più critica della diffusione del virus con le sue conseguenze sulla salute e incominceremo a fare i conti con l’impatto del virus sull’economia. Perché in una provincia come Arezzo le conseguenze della crisi economica saranno particolarmente dolorose: il principale comparto economico è la manifattura, impegnata nei settori del fashion e dell’accessorio che soffriranno un forte calo dei consumi. Negozi e ristoranti si sostentano a grazie ai denari che la manifattura mette in circolo, il turismo è una frazione del prodotto provinciale, comunque speriamo che la diminuzione di visitatori stranieri sia compensata dagli italiani sin da quando possibile. Il settore dei servizi alle imprese patirà. Insomma un quadretto davvero sgradevole. Poche sono le imprese che operano con numeri importanti in settori strategici o innovativi. Il Comune non soltanto si troverà ad agire tramite la politica di bilancio propria o delle partecipate, ma anche con il supporto che deciderà di fornire al settore economico privato. La mia profonda perplessità sulle azioni che il Comune sotto Ghinelli ha messo in essere sono note, non annoierò il lettore salvo condensare come il voto di profonda insufficienza che le attribuisco non è viatico per una rivalutazione.

Neanche il ruolo che Ghinelli si è ritagliato nella gestione della crisi coronavirus mi ha convinto: ha deciso di trattare i cittadini come scolaretti indisciplinati, forse conosce la risicata maggioranza che lo ha eletto e ritiene che questa sia l’unico metodo per ottenere il risultato dalla maggioranza degli aretini. Ci manca solo l’olio di ricino. I suoi supporter -che adorano essere privati del ben dell’intelletto – godono nell’essere trattati come massa informe che conosce soltanto il piglio poliziesco. Probabilmente dall’altra parte avrebbero puntato sul convincimento dell’importanza dell’isolamento sociale, ritenendo i cittadini degni di tale considerazione. Perchè quando già martedì si aprono dei cancelli i rischi aumentano e tanto, cosa accadrà se la massa non si sentirà coinvolta e non più controllata? Tanto i bischeri che scavalcano le cancellate o i pusher o drogati che ciondolano in certe zone andavano comunque trattati con il bastone. Chissà se Ghinelli li ha presi, starà alla cittadinanza valutare i decantati successi sulla sicurezza.

Il candidato Ralli si è dedicato alla prima linea sanitaria, preferendo occuparsi dei malati covid: grazie a lui e quelli come lui, all’intero sistema sanitario che ha cercato di mantenere un livello adeguato di servizi, a tutti coloro che svolgendo attività basilari per il nostro sostentamento si sono sacrificati ed esposti a rischi. La gestione dell’albergo sanitario è uno dei punti più bassi dell’attività di questa amministrazione: la posizione che Ghinelli ha assunto nel contrastare la scelta di Rigutino perché invisa ad alcuni residenti ha creato i presupposti per cui nostri concittadini siano essi convalescenti o quarantenati ancora non hanno a disposizione un locale adeguato, pensato ad alleggerire il reparto di degenza covid dell’ospedale San Donato. Anche fossero eroi ossia operatori del servizio sanitario che si sono contagiati perché lo combattevano. Questo mi stupisce circa gli elettori anzi meglio, i tifosi di questa amministrazione: non comprendere che sono poi loro stessi a pagare in prima persona le scelte della amministrazione. Consulenze spropositate regalate, l’idea di utilizzare le partecipate per sistemare gli amici consiglieri comunali, il rifiuto di sostenere la Usl nell’individuare l’albergo sanitario, sono tutti esempi di costi o problemi che si applicano a quelli stessi supporter che nei social gongolano.

Non mi convinceva la politica culturale dell’amministrazione Fanfani come non mi convince quella della giunta Ghinelli che fra l’altro costa molto, molto di più. Non mi convince il piano strutturale, come aborrivo certe idee che aleggiavano ai tempi del Beppe. Buttare via i soldi nella città del Natale per favorire i commercianti di certa parte della città mi ricorda l’acquisto di 30 veicoli elettrici che sono imporriti nei garage. Che sia superficialità o deformazione ideologica poco cambia, da 10 anni sono orgogliosamente all’opposizione. Ma non sono contento, non vedo la mia città crescere. E nei prossimi anni ci dovremo preoccupare di quanti invece recedono, per questo non credo che un ingegnere possa essere la soluzione migliore, questione di sensibilità, empatia. Persone -anzi famiglie-, non cose. Fra l’altro ho visto quale affidabilità hanno le sue promesse elettorali, non valgono la tanta carta su cui sono stampate: anche a spese nostre, non dimentichiamoci dei 100.000€ del santino elettorale stampato a febbraio di quest’anno. Sempre a febbraio voleva chiudere le scuole eppur non ha comprato le mascherine per gli esposti al virus, ma i soldi non gli sarebbero mancati, ne poteva prendere decine e decine di migliaia. Meglio le duemila copia deluxe del santino. Questa giunta governerà anche l’intero 2020, sarebbe bene iniziassero a spiegare quali modifiche interverranno nel bilancio comunale, incassi e uscite. Anche spieghino come le costose macchine delle fondazioni, con molti addetti con stipendi annui anche prossimi ai 100.000 euro a testa, verranno mantenute e per quali attività. Anche se sottratte alla democrazia del consiglio comunale, i loro costi ricadono sugli aretini. Dare 100.000 euro a qualcuno significa sempre sottrarre ad altri, solo che in questo periodo non è questione di lana caprina. Chissà se gli asini volano anche questa volta.

Lo raccontino alle quasi 3.300 famiglie che hanno chiesto il sostegno per il cibo.