I LEONI OSPITI RSA

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Abbiamo assistito inermi con le mani e piedi simbolicamente legati al gran caos degenerato nelle RSA ( Residenze socio assistenziali per anziani ) tantissimi decessi fra gli anziani – i piu’ deboli e fragili – ed OSS ( Operatori socio sanitari ) positivi al covid 19… veri e propri focolai, dalle note ( alla cronaca) RSA del Nord all’anonime del Sud  passando per le indigene. In molte strutture per sedare la situazione esplosiva sono intervenuti gli operatori delle ASL, Deo gratias! Tuttavia, ci sono state RSA per (s)fortuna hanno chiuso le strutture,  – in largo anticipo –  impedendo le visite ai parenti anche una decina di giorni antecedenti l’entrata in vigore del primo decreto, (pre)veggendo il caos – subbuglio infernale che si sarebbe propagato nei giorni seguenti.

La solitudine estrema di questi leoni provati li uccide inesorabilmente consumandoli come una candela, quanto sarebbe stato utile autorizzare, cum grano salis, per decreto una voce che autorizzasse l’ingresso con tutti i dispositivi di sicurezza ad un parente in occasione della Pasqua? Alla pari di un operatore OSS che quotidianamente entra ed esce per motivi professionali…Oppure permettere i tamponi ( anche a carico del privato ) ai figli per verificare se sono portatori asintomatici o meno in modo possano assumere comportamenti e decisioni adeguate atte a sviluppare una propria/altrui profilassi…pur di poter riabbracciare e portare un po’ di calore al proprio Genitore in una RSA…si è disposti anche a questo ulteriore sacrificio. Visite di brevissima durata programmate per piani, per patologie, personali per un manciata di minuti con orario iniziale e finale sarebbero (state) di grande aiuto e sostegno morale e psicologico per gli ospiti (già) sfiancati…A parole tutti bravi ed attenti in pratica  dopo 40 – 50 giorni, anche loro inchiavardati,  la visita verso il proprio Genitore  fino al 3 maggio pv rimarrà un miraggio….Si sa, nel nostro Paese le questioni morali-spirituali lasciano spazio ad altre di natura e genere diverso…Sarebbe stato sufficiente anche un solo minuto con tutte le precauzioni, dietro i vetri delle porte d’ingresso o delle finestre si potessero visitare, comunicare con lo sguardo amorevole reciproco…

Alcune ASL lodevolmente hanno rifornito tali strutture con tablet per videochiamate, provvedimento encomiabile per coloro i quali capaci di comunicare con questi aggeggi e dove la fibra e la banda larga garantisce un discreto servizio…( in molte zone periferiche di città la fibra è una pia illusione, si viaggia ancora con il biroccio ) e gli ospiti in grado di poter comunicare autonomamente sono pochissimi. Usando una  metafora è come lo stratagemma famoso del re Alboino desideroso di far trionfare la propria visione geometrica delle cose contro il vitalismo di primo acchito anarchico-creativo del suo altrettanto famoso antagonista Bertoldo desideroso entrasse nella sala del trono passando per una porta abbassata ad arte…L’intento era quello di costringerlo ad inchinarsi ma Bertoldo: “ ..[..] voltò la schiena ed entrò all’indietro a tal che, in cambio di far la riverenza al Re, gli voltò il podice e l’onorò con le natiche “. G. C. Croce, Le sottilissime astuzie di Bertoldo. Le piacevoli e ridicolose simplicità di Bertoldino, Torino, Einaudi, 1978, p. 45.

Come dire: “ Sui cadaveri dei Leoni festeggiano i Cani credendo di aver vinto ma i Leoni rimangono sempre Leoni ed i cani rimangono “sempre” Cani ”.

Fabio Bray