Lettere: “Il MES alla fine?”

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L’aveva scritto Paolo (Casalini) in un suo editoriale di qualche giorno fa su Informarezzo , più o meno che non lo trovo più: “ accetteranno il MES, magari cambiandogli nome….., me lo sento”.
Avevo le stesse paure anch’io Paolo e sentivo  la stessa oscura minaccia sulle nostre teste di poveri cittadini italiani. Abbiamo simpatie politiche diverse, abbiamo, sempre credo, votato partiti diversi, ma in comune io e Paolo abbiamo una gran fede nella libertà, e l’orgoglio di questo antico, disprezzato (dai euroburocrati) Paese.

La Germania si permette di non accordarci in questo triste periodo gli Eurobond cioè debiti garantiti da tutti gli stati membri della UE? L’Olandina punta i piedi in rispetto dell’alleato tedesco, diciamo come front man o diciamolo in italiano, come il soldato nella prima linea del fronte, quelli a cui si spara, e che spesso, salvano le vite, in questo caso la faccia, ai comandanti.

L’avrete letto tutti su i giornali, ma vorrei ricordare che, di questi tempi, si sono tenuti degli incontri all’interno della Comunità Europea per i soli paesi della Lega Anseatica. Esiste questo gruppo all’interno della UE, e neppure si vergognano i componenti Germania, olanda etc.., non solo a fare un sottogruppo e a riunirsi senza chiamare gli altri firmatari dello stesso accordo che ha dato vita a quella comunità, ma tale gruppetto ha anche rispolverato il nome medioevale dell’alleanza che, nel tardo medioevo mantenne il monopolio commerciale sulla parte settentrionale dell’Europa, cercando di divenire un polo di aggregazione politica e culturale. Dall’altra parte c’erano le Repubbliche Marinare del Mediterraneo.

Leggevo, in queste lunghe giornate di quarantena collettiva, Tucidide, Le Storie, libro III, 60-61, il discorso di Pericle agli ateniesi, fiaccati dalla guerra del Peloponneso a cui si era  aggiunta la terribile peste di Atene.
Accusano Pericle di averli portati alla guerra e il grande condottiero e grandissimo uomo di Stato parla ai suoi cittadini per spronarli a non essere egoisti, a non guardare al proprio orticello soltanto, ma a resistere per conservare la libertà ad Atene.
“E dovete sapere che la libertà, se ci prenderemo cura di essa, e la salveremo, facilmente ricostruirà tutti questi oggetti (parla di beni personali degli ateniesi) mentre, se saremo sudditi di altri, tutto quello che abbiamo precedentemente acquistato andrà perduto; che non abbiamo apparire inferiori ai nostri padri in nessuno di questi campi, poiché loro con stento, senza riceverli da altri, guadagnarono questi beni e inoltre ce li consegnarono sani e salvi (è più vergognoso essere privati di un possesso che fallire nell’intento di ottenere qualche cosa); e che bisogna andare contro i nemici non solo pieni di sicurezza, ma anche di disprezzo”.

Non vorrei in Italia a comandarci, con maggior disprezzo, di quanto già fanno, non italiani.

Giuseppi Conte, che non è Pericle, ahime’, ma in un moto di orgoglio nazionale e forse, di paura per la propria poltrona,  ha sfidato la UE, dicendo, o almeno i giornali l’hanno scritto, “se non ci date gli eurobond, coronabond, faremo da soli!”.

Mi auguro, anche se ci credo poco, e i fatti di ieri dimostrano che Paolo aveva capito quanto stava per accadere,  non si ceda ad un ulteriore indebitamento che distruggerebbe quel poco, dopo la quarantena ancora meno, che è rimasto della Terza potenza Economica europea, cioè l’Italia, malgrado tutto.
Tu dici Paolo che i 5stelle che sono ancora al Governo, malgrado la caduta libera dei loro consensi, avranno almeno il buon gusto di onorare quelli che dicevano essere il primo dei loro valori “non avere il sedere attaccato alla sedia”e quindi  il coraggio di votare contro il MES come hanno sempre sostenuto o cambiandogli nome lo voteranno anche loro? Mi rimetto a te.

Elisabetta Galeffi