A volte mi vergogno del mio paese. La burocrazia imperversa, sgradevoli presentimenti incombono.

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Episodi slegati fra di loro, ma con comune filo conduttore: la burocrazia italiana.
L’obbligo -di fatto- a pagare le badanti con mezzi tracciabili, l’obbligo di modifiche agli statuti delle onlus, la tristemente nota circolare ministeriale che pareva dare l’autorizzazione di portare fuori i bambini in tempi di corona virus. L’imbarazzante audio per acquisto mascherine.
Se si vuole portare in detrazione in dichiarazione dei redditi il costo sostenuto per le badanti è necessario dal 1 aprile (ma non è il pesce d’aprile) pagarle con mezzi tracciabili. Questa scadenza era stata decisa mesi fa, si potrebbe definire casuale il fatto che caschi in un momento in cui obbliga qualcuno a uscire di casa. Questa scadenza, questa inutile scadenza non è stata prorogata.
Sì, perché non tutte le badanti hanno il conto corrente, molte preferiscono avere denaro contante, gli è più facile fare i conti. Ma è stato stabilito che il rischio di evasione è elevato, al pari delle prestazioni professionali. Quindi, se si vuole detrarre il costo, si deve chiedere alla propria “tata” di aprire un conto corrente, versarci l’importo sapendo che quella persona dovrà recarsi ad uno sportello per avere il contante in mano. A me pareva molto più logico verificare in tempo reale (o quasi) che il datore di lavoro pagasse i contributi Inps dovuti per il lavoratore. Perché questo non accade, molti contratti di lavoro sono fasulli, forse il metodo più significativo per contrastare l’evasione è verificare il pagamento dei contributi. No, meglio creare la inutile complicazione.
A breve tutte le associazioni saranno costrette a adeguarsi al cosiddetto codice del 3º settore che impone una serie di parametri statutari che forse le associazioni più datate non prevedevano. Parimenti alcune associazioni potevano avere origine e motivazione non cristallina, ma le onlus difficilmente rientravano fra queste, infatti lo statuto viene esaminato dalla commissione regionale che attribuisce, o nega, la qualifica di organizzazione non lucrativa di utilità sociale. Fra l’altro credo che il termine onlus fosse, non senza fatica, entrato nella testa degli italiani associandolo a organizzazioni che si occupano preferibilmente di carità. Da domani il termine onlus verrà sostituito da ets, acronimo di ente del 3º settore, o odv, organizzazione di volontariato, che compariranno in tutte le ragioni sociali di tutte le associazioni. Non permettendo più la facile individuazione di una certa categoria di organizzazioni, domani per capire se ci si occupa di beneficenza o è siamo di fronte alla bocciofila del contado bisognerà andare in profondità. Un sostanzialmente poco utile carico burocratico che costringerà a depositare i nuovi statuti per la cui redazione magari sarà opportuno rivolgersi a professionisti e notai con inutile aggravio di spese per associazioni che si occupano di beneficenza. A proposito, spero gli enti che si occupano di beneficenza non si trovino a pagare bollo per la tenuta del proprio conto corrente, non vorrei fossero assimilate alla più grande società industriale italiana. Sarebbe fantastico.
Si sono finalmente calmate le acque per la circolare che pareva ridurre vincoli introdotti per contrastare il corona virus. La circolare del 31 marzo a firma del numero due del ministero dell’interno aveva come titolo chiarimenti. Leggendola si può certo dire che non era scritta con chiarezza lampante ed infatti molte contestazioni si sono levate.
Cito: Nella medesima ottica, per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.
Il ministero è stato costretto in data 1 aprile ad emettere apposito comunicato stampa, “chiarimento dei chiarimenti”. I figli possono uscire per motivazioni importanti. Forse potevano fare meglio.
Su “Repubblica” è disponibile l’audio della conversazione di una persona che segnalava alla Protezione civile la disponibilità in Cina di 50 milioni di mascherine. Acquisto mai concluso, emerge un atteggiamento che getta ombre sul funzionamento di una struttura assai contestata per la diffusa mancanza di mascherine, una piramide burocratica romana fatta di inefficienza e stranezze. E la gente in prima linea si ammala e muore.
Il presentimento riguarda l’atteggiamento del governo italiano riguardo alle misure che la Unione europea può predisporre per assistere il nostro paese in questi periodi di difficoltà.
Tedeschi, austriaci ed olandesi sono i capofila di un sentiment che non vuol sentir parlare di euro o coronabond quale strumento di sostegno.
Spingono affinché l’Italia, con altri paesi, utilizzi il cosiddetto fondo salva stati. Strumento concettualmente sbagliato poiché la crisi non deriva dal comportamento della singola nazione membro, ma dall’espandersi dell’epidemia di corona virus.
Le condizioni di concessione del credito sarebbero radicalmente diverse, condizioni sfasate rispetto alla causa della crisi. Temo che a Roma accetteranno di far ricorso al fondo salva stati, gli cambieranno nome, ma il concetto di fondo resterà quello.