“Diretta Facebook da campagna elettorale”

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Informazione sì, campagna elettorale no: la diretta Facebook di Ghinelli si avvicina oramai alla seconda.

I sindaci sono oggettivamente in prima linea ed è legittimo che svolgano un ruolo di “front office” nei confronti dei cittadini, diano comunicazioni di servizio e ringrazino anche chi sta compiendo lo sforzo massimo, professionalmente o con gesti di solidarietà, per fronteggiare il virus. Ascoltare però sparate quotidiane contro la Regione, la Asl e adesso l’Hotel Planet, che ha meritoriamente scelto di accogliere persone in quarantena, ci pare un’altra cosa.

È proprio la vicenda della struttura alberghiera di Rigutino ad avere svelato l’intento: basta riascoltare le parole dette in diretta da Ghinelli. Lunedì, positive, nel corso di un intervento che si chiudeva con un, udite udite, “sono favorevole”. Martedì, invece, preoccupato per le reazioni… dei reazionari, Ghinelli ha perso prima l’aplomb, poi le staffe e ha lanciato strali contro la congiura Regione-Asl-Planet che gli ha imposto chissà quale decisione. Un contrordine di grande opportunismo.

Ovviamente un messaggio lo lanciamo agli abitanti di Rigutino: non avete nulla da temere. Così come nulla hanno da temere gli abitanti di via Kennedy e del quartiere di San Donato ad Arezzo. La Asl è composta da persone serie e competenti che sanno gestire tali situazioni. D’altronde di imprenditori alberghieri in Toscana che scelgono di dare una mano ce ne sono centinaia. A questi va il nostro plauso, a partire proprio dal proprietario del Planet.

Siamo molto meno condiscendenti verso coloro che commentano la diretta Facebook del sindaco, con parole che denotano solo impulsi pericolosi, tipici della deriva “ungherese” dell’elettorato che ha come riferimento il primo cittadino.

Sindaco, passi per il fatto che dobbiamo riascoltare dalla sua voce i numeri nazionali dati dalla protezione civile 10 minuti prima, i numeri aretini dati dall’azienda sanitaria sempre prima di lei o che dobbiamo interpretare grafici, peraltro non di medici.

Adesso abbiamo molte più perplessità: sia nei confronti delle opinioni che stanno emergendo fra i suoi e le sue simpatizzanti, sia verso le sue oscillazioni elettoralistiche che svelano, come la vicenda Planet ha dimostrato in modo inequivocabile, l’interesse a seguire quelle stesse pulsioni.

Alessandro Caneschi e Francesco Romizi