Populisti un tanto al chilo. Il sindaco di Castiglion Fiorentino toglie la bandiera dell’Europa dalla facciata del palazzo comunale

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L’occupazione ideologica delle istituzioni, porta i primi cittadini a considerarsene padroni, anzichè rappresentanti della totalità dei loro rappresentati.

I populisti italiani sono ormai schizofrenici: si lamentano per il tardivo e insufficiente intervento di quella stessa Unione Europea che in ogni momento denunciano come inutile, ingombrante e da cui vorrebbero uscire e che intanto ci ha firmato una fidejussione da 220 miliardi di euro da spendere subito, mentre plaudono invece i cinesi che ci mandano du spicci di aiuti, i medici russi o i 100 milioni americani. La voglia di olio di ricino emerge come un fiume carsico dalla destra italiana o come diceva Montanelli, ogni volta che si parla di destra, in Italia esce sempre anche il manganello!

Dimostrano così, o una profonda ignoranza, al limite del drammatico della situazione politica su cui operano, oppure una malafede al limite dell’indegno, finalizzata a sostenere le istanze populiste che si fondano sempre sulla piu’ sconcia disinformazione e le origini della disinformazione si conoscono benissimo.

Negli altri Paesi democratici, le campagne di disinformazione provenienti da Russia e Cina tramite i social network, trovano un argine almeno parziale nell’informazione professionale: in Italia no. Non accade solo in questi giorni, ma con il Coronavirus il gioco di amplificazione tra false notizie sui social e carenza di un’informazione professionale sui media giunge al parossismo, in una misura che non è esagerato definire paurosa, per le sorti della società aperta e per lo stile di vita occidentale e democratico.

Questi, quasi senza eccezioni, nascondono dietro l’accettazione formale e svogliata della società aperta, una inconfessata nostalgia per l’autoritarismo. Di cui i paesi che ci stanno portando ad esempio, sono ottimi riferimenti.

L’autoritarismo di Putin è tutt’altro che di «sinistra,» ma in Russia i divulgatori di informazioni, hanno la stessa funzione organica che avevano nell’Unione sovietica comunista, nella Cina di oggi o durante nazismo e fascismo. Questa nostalgia fa sì che non vi è alcun bisogno di censure e grandi fratelli: gli intellettuali, inclusi i giornalisti, si censurano da soli.

Una relazione pubblicata il 16 marzo sul sito della Divisione per la comunicazione strategica e l’analisi dell’informazione dell’Unione europea, prova che da profili extraeuropei partono a ripetizione messaggi nelle principali lingue del nostro continente con due finalità: convincere che il nuovo Coronavirus è frutto di ricerche di laboratorio negli Stati uniti, anziché essere sorto in Cina, come invece è dimostrato dalla scienza medica; confondere la popolazione diffondendo la convinzione che le autorità europee non siano in grado di affrontare il contagio e le sue conseguenze economiche, e che i Paesi autoritari abbiano le soluzioni migliori.

Invece delle mascherine, sarà bene iniziare a fare scorta di olio di ricino. Chissà che presto non ci torni utile!

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