Ralli: “Rischio grave di un’epidemia economica. Pensare subito alle famiglie e alle imprese con scelte coraggiose”

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Lo dico da medico e da cittadino, prima che da politico: le persone le stiamo già curando, dobbiamo iniziare però a curare anche l’economia aretina, che deve essere messa subito in terapia intensiva.
Alla preoccupazione per la salute si sta progressivamente sommando quella per il lavoro e quindi per il passaggio da un’emergenza all’altra. E come per il Covid 19, non ci saranno zone immuni. Tutti sono coinvolti: commercianti, artigiani, industriali, liberi professionisti, operai e commessi. Senza dimenticare che chi era in attesa di un lavoro, dovrà allungare i tempi per trovarne uno.
Servono poche scelte coraggiose e fatte subito: è sufficiente leggere le dichiarazioni delle categorie economiche e dei sindacati.
Non possiamo attendere la fine dell’emergenza per trovare soluzioni ai problemi che già si stanno manifestando. Il problema più urgente sarà quello della liquidità.
La sospensione del lavoro si traduce in un blocco delle entrate, ma non delle uscite.
Il Comune dovrebbe quindi mettere in campo subito 5 iniziative:
1) sospendere immediatamente i pagamenti di tasse e imposte comunali;
2) non limitarsi al semplice rinvio, ma “spalmare” quanto dovuto in più rate per un tempo adeguato;
3) chiedere alle aziende dove i comuni sono soci, e quindi in primo luogo Nuove Acque ed Estra, di adottare lo stesso comportamento;
4) discutere con Camera di Commercio, categorie economiche e sistema bancario di uno stop al pagamento dei mutui, con un intervento di sostegno di natura pubblica perlomeno per la quota interessi;
5) promuovere la riconversione produttiva delle aziende tessili disponibili per produrre mascherine: le nostre aziende hanno capacità e professionalità, ma è necessario un protocollo di produzione e validazione da parte di Usl e Regione.
Analoga riflessione deve essere fatta per le imprese che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione. Se si attendono i pagamenti Inps, i lavoratori rischiano di rimanere alcuni mesi senza stipendio. Le imprese non sono certo nella condizione, in questi giorni, di anticipare la cassa e per garantire il reddito ai lavoratori, diventa necessaria la garanzia di liquidità da parte o delle banche o di un apposito fondo. Ricordo che la Regione Toscana ha appena annunciato che potrà contare su quasi 250 milioni per la cassa integrazione in deroga. La Regione inoltre, per anticiparla, utilizzerà un vecchio fondo ad hoc.
Queste ed altre proposte formulate in queste ore dalle categorie economiche devono essere discusse subito e non tra qualche settimana.
Il Comune potrebbe fare ciò che nessun altro, oggi, può fare: creare le condizioni, anche partendo dai decreti governativi affinché l’economia aretina subisca i minori danni possibili e si creino le condizioni perché a fine emergenza si sia pronti a rimettere in moto un nuovo modello della “macchina” economica di Arezzo.
Rinnovo, quindi l’invito che ho già espresso al Sindaco e che il vice Presidente del Consiglio comunale, Alessandro Caneschi, ha ribadito: mentre in ospedale e sul territorio si lavora per contenere la diffusione del coronavirus, in Comune si provi a mettere insieme, ovviamente in video conferenza, i soggetti economici per contenere i danni che sta già subendo il nostro sistema produttivo e commerciale.

Luciano Ralli