La figuraccia epocale del sindaco di Cortona Meoni

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Il sindaco Meoni aveva accusato un medico cortonese, dipendente della ASL, di aver violato i protocolli di sicurezza, causando così la morte della madre. La polemica era diventata incandescente, dato che il primo cittadino, oltre che minacciare ricorsi legali, chiedeva sanzioni disciplinari fino alla radiazione.

Ma fatto il doppio tampone sul medico, si è scoperto che non solo la dottoressa non aveva portato alcun contagio alla madre, ma aveva a tal punto rispettato i protocolli, che nonostante la positività della madre lei era rimasta negativa. Evidentemente qualcun altro e non certo per propria volontà, aveva trasmesso il virus all’anziana donna cortonese deceduta, per la cui morte la figlia, oltre al dolore ha dovuto sopportare anche le accuse di incompetenza

La polemica ha quindi assunto il carattere di un’onda di ritorno. Le critiche al sindaco sono arrivate da ogni parte, anche in considerazione del fatto che un primo cittadino dovrebbe aver cura di mantenere un livello di comunicazione quantomeno prudente.

Infine è arrivata anche la risposta dell’ordine dei medici al sindaco Meoni:

L’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Arezzo esprime amarezza e sconcerto per le dichiarazioni postate su un social media dal Sindaco di Cortona, Luciano Meoni, che ha accusato un Medico della Val di Chiana di non aver rispettato i protocolli intesi a contenere la diffusione della infezione da coronavirus.

Tale affermazione, come verificato dall’Azienda USL Toscana Sud Est, è risultata priva di qualunque fondamento.

L’Ordine dei Medici rileva con sconcerto e amarezza come il Sindaco, per legge dello Stato responsabile della sanità pubblica, nella drammatica contingenza attuale, abbia preferito formulare pubblicamente accuse gratuite fondate solo su illazioni rivelatesi poi non veritiere, piuttosto che perseguire l’accertamento della verità attraverso gli appropriati canali ufficiali.

Solo quest’ultima modalità, infatti, avrebbe consentito la corretta tutela della salute pubblica. Al contrario, il Primo Cittadino di Cortona ha inutilmente creato allarme nella cittadinanza con affermazioni diffamatorie e fuorvianti a detrimento di un professionista e di una intera categoria.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Arezzo ancora una volta sottolinea la professionalità, la competenza, l’abnegazione e la passione con la quale tutti i Colleghi quotidianamente si prodigano fino all’inverosimile, in ospedale come nel territorio, per curare i malati e contrastare i devastanti effetti della pandemia da coronavirus.

L’Ordine esige da tutti il massimo rispetto non solo per questi Colleghi, ma anche e soprattutto per quelli che sono stati mandati allo sbaraglio senza Dispositivi di Protezione Individuale e senza programmazione strategica alcuna, ed hanno perso la vita mentre si dedicavano al loro lavoro.