+Europa Arezzo esprime solidarietà al Consultorio Transgenere per la inutile “caciara” scatenata dalla candidata governatrice Susanna Ceccardi.

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La regione finanzia con 80 mila euro l’anno il consultorio regionale Transgenere. Insorgono gli oscurantisti. 

Più Europa Arezzo ricorda che l’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2011, al comma 4, stabilisce che “quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, il tribunale lo autorizza con sentenza passata in giudicato”.

Per ottenere questa autorizzazione, il richiedente deve rivolgersi al Tribunale di residenza, il quale dispone una consulenza intesa ad accertare le condizioni psico-sessuali dell’interessato e nomina un consulente tecnico d’ufficio (C.T.U.) che effettua alcuni incontri con la persona che ha richiesto la rettificazione, svolge una serie di indagini e prepara una relazione scritta.

In questa fase, l’iter di natura psicologica è fondamentale ed è ritenuto essenziale dalle strutture nazionali che hanno approvato e recepito gli Standard italiani sui percorsi di adeguamento dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere e dalle maggiori organizzazioni internazionali (es. The Harry Benjamin International Gender Dysphoria Association ecc.).

La regione Toscana ha sostenuto a questo scopo, l’apertura di un consultorio, unico in Toscana, a cui tutti coloro che intendono intraprendere questo percorso possono rivolgersi e che dovrà interfacciarsi con i tribunali, che sia anche di supporto psicologico, assistenza endocrinologica, assistenza psichiatrica, assistenza nell’iter di riassegnazione, assistenza legale, mediazione culturale e assistenza al cambio anagrafico.

Il consultorio fa riferimento alle autorità sanitarie toscane ed ha la stessa dignità di tutti gli altri Consultori finanziati dalla Regione.

La polemica messa in piedi dalla Ceccardi non ci appartiene, è squalificante e meschina: nessuno si prende la briga andare a vedere come stanno le cose. I capipopolo aizzati alla bisogna, visto che altro non sanno fare, saltano sulla cattedra buttandola “in caciara” sbraitando per 80 mila euro con sui si pagano psicologi e assistenti sociali, mentre i loro partiti si imboscano 49 milioni rimborsabili (dopo condanna) in 98 anni di comode rate.

Ci vuole veramente un gran faccia tosta!