Il Conte 2 nel momento più difficile dell’Italia post bellica: chi l’avrebbe mai detto?

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Il governo Conte 2, quello che al momento del suo insediamento era in maggioranza in Parlamento, ma sfacciatamente in minoranza tra gli elettori italiani e per questo molto contestato, aveva l’obiettivo (neanche troppo nascosto) di frenare la marcia di Salvini e rimandare le possibili elezioni. Nient’altro avrebbe potuto tenere insieme una maggioranza così eterogenea da essere quasi scandalosa, per quanto formalmente inattaccabile. La successiva messa all’angolo della frangia destra dei 5 Stelle, Di Maio in testa, ha però reso più omogenea la maggioranza e dato più forza a Conte di quanta non ne avesse durante il Conte 1. Certo, il crollo verticale del gradimento dei 5 Stelle di governo non si è arrestato, ma anche la frenata di Salvini è oggi evidente.

Ora quel governo nato per sola convenienza tattica e capitanato da un Presidente del Consiglio forse super partes, ma di sicuro senza esperienza vera e senza alcuna prova elettorale alle spalle (nemmeno per un consiglio comunale di provincia); quell’esecutivo ora di centrosinistra (anche Renzi è stato messo all’angolo) il cui frontman era stato al fianco, non davanti, a Di Maio e soprattutto a Salvini, si trova ad affrontare un film di fantascienza dal vero. Il virus letale che mette in crisi l’intero mondo occidentale fino a pochi mesi fa era un’ipotesi per molti lontana, fantascientifica appunto.

Insomma l’Italia in particolare (lo Stato proporzionalmente più colpito, almeno a oggi) è in ginocchio, sia per quanto riguarda la salute dei cittadini che per il blocco considerevolissimo delle attività economico/commerciali.

E chi deve gestire una situazione senza precedenti nella quale si combatte contro un virus contagiosissimo e sconosciuto? Il governo ritenuto da molti (anche tra i suoi affezionati) forse il più debole del dopoguerra.

Bene, questo governo si sta dimostrando capace di agire e decidere con notevole efficienza, anche se non del tutto lucidamente.

Il confronto continuo tra i maggiori partiti di governo, ma anche e soprattutto dell’esecutivo con gli esperti virologi, le regioni, gli industriali, i sindacati le emergenze continue, le opposizioni fintamente collaborative, sottopongono Conte e i suoi a una pressione enorme, ma nonostante tutto il governo regge, anzi sembra guadagnare consensi.

Gestire il momento è di certo difficile, come è difficile prendere decisioni nel giro di poche ore e produrre testi a supporto inequivocabili e immediati. Tutti abbiamo notato che la mancanza di protezioni adeguate hanno prodotto troppi contagi tra gli operatori sanitari più esposti e tutti ci rendiamo conto che uscire di casa per fare una corsetta solitaria non può essere un motivo di diffusione del virus. È vero che siamo spiazzati da controlli su strada che producono denunce a discrezione delle singole pattuglie delle forze dell’ordine, ma siamo anche tutti consapevoli che in una fase così difficile e confusa non tutto può girare a dovere e che è difficile, per non dire impossibile, garantire ai cittadini le libertà dei periodi ordinari.

Non siamo alla dittatura, come dice qualcuno, anche perché bene o male siamo messi a conoscenza di ogni passo compiuto da chi ci governa e abbiamo un garante supremo nel Capo dello Stato, ma certo le nostre vite e le nostre certezze stanno subendo degli scossoni pesanti e chissà per quanto tempo ancora.

Non ci resta che continuare a combattere, sperando che lo Stato, anche grazie alle misure annunciate in ambito europeo, ci sostenga nel bisogno.

E speriamo anche che gli sbruffoni franco anglo americani abbiano finalmente compreso la portata della situazione e prendano definitivamente le giuste misure (è già tardi, sicuramente, ma oggi non possono fare altro), perché altrimenti i nostri sforzi potrebbero essere vanificati…