COME I CIUCHI ALLA MOLA

1

Nessuno può dire che cosa potrebbe accadere in seguito alla   pandemia che ha isolato e immobilizzato una società che vive di interazione, velocità, comunicazione .

Tantomeno gli economisti, quelli che ci mandarono a dormire in un mondo florido e ci fecero risvegliare con la rovina Lehman Brothers fra capo e collo, senza che nessuno di loro ce ne avesse dato un barlume di contezza.

Il mio professore di economia all’Università diceva che se gli economisti  ci avessero veramente capito qualcosa, sarebbero stati tutti miliardari e non i poveretti che erano  e che vivevano strappando collaborazioni giornalistiche e imponendo i loro testi (come anche lui faceva ) agli studenti.

In compenso si sa benissimo cosa l’Italia (il mondo lo lascio a quelli bravi) dovrà evitare in ogni modo.

Il ragionamento è più semplice del previsto, alla portata della “casalinga di Voghera”, figura mitica uscita dal cilindro del compianto Arbasino.

Il prof Monti ( un economista anche lui) spiegò a suo tempo, in chiaro la strategia della grande finanza (di cui lui è fedelissimo commis) e del suo braccio secolare, l’Unione Europea. Essa si avvale di ogni crisi per ridurre la sovranità degli stati e delle istituzioni nazionali per far avanzare le leggi della finanza speculativa o se si preferisce del cosiddetto turbocapitalismo ( non certo del liberalismo democratico).Come primo ministro  si comportò secondo disposizioni .Su strategia   ben disegnata e con il consenso dei soliti noti agguantò l’Italia per la collottola e mise a segno, secondo la definizione dei più, un ‘quiet coup d’etat’, un tranquillo colpo di stato o  a seconda dei traduttori, “n colpo di stato silenzioso”.

Questa crisi non è provocata dalle forze terrene del male, ma dipende dal capriccio degli dei .È comparsa  un’ occasione ghiotta e inattesa per il nuovo ordine dei mercati. Una occasione da non tralasciare per centrare i propri obbiettivi. Mancheranno soldi, risorse, investimenti. Puntuale uscirà dalle nebbie del nord, l’omino di burro di Pinocchio.’

Niente paura ci sono qua io ‘. I soldi ? Ma ve li dò io .’Come ogni usuraio che si rispetti e che conosce il mestier suo, apparirà come un benefattore e i cittadini, prossimi alla rovina irreversibile, osanneranno all’Europa salvatrice, anzichè maledire la strozzina maledetta. Saranno o Eurobond o Fondo Salvastati, o qualche altra diavoleria. L’Omino di burro Ue (rectius bce o bci,) ci condurrà nel Paese dei Balocchi, senza dirci che poi, trasformati in ciuchini da lavoro, finiremo per morire di stenti alla ruota con un panno intorno agli occhi per non cogliere  la drammaticità della nostra condanna.. Sì dunque i soldi arriveranno ma non come cazzeggia qualcuno “come un nuovo Piano Marshall’, ma come un  prestito da  strozzini, a condizioni capestro con la cessione della gestione economica e politica dell’Italia ai domatori di Bruxelles, filogermanici, armati di frusta e schidione con l’obbiettivo di far fuori finalmente l’Italia  e il suo tessuto economico, di libertà, democrazia, tradizioni costume, cultura.

La controprova è più elementare della spiegazione. Dalle ovviamente ospitali colonne del Corriere della sera, impetra gli Eurobond, il prof Mario Monti ,quello del quale quando ero parlamentare  chiesi in aula l’arresto per alto tradimento, e che non cessa da senatore a vita la sua opera di demolizione dell’Italia a vantaggio delle teorie e delle tasche dei suoi sponsor di una vita.

Il Salvastati, invece è perorato dal neocooptato nel club ‘il vincitore della Lotteria di Palazzo Chigi ‘il pericolosissimo sig Nessuno, che crede di essere diventato Messi senza capire che non corrisponde neanche alla sua figurina Panini

I cosiddetti sovranisti? Ma hanno qualcuno che faccia un piano semplice semplice di emissione di debito pubblico nazionale destinato esclusivamente al mercato interno e ai depositi di risparmio, fuori dal Patto di stabilità per finanziare la ripresa non contro l’Ue, semplicemente fuori dalle grinfie dei cravattari e dai maneggi dei loro amici?

Sennò son dolori, ma per davvero.

Maurizio Bianconi