La Torre d’Avorio e quella di Babele

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 …Un gran guazzabuglio! Un’autentica torre di Babele! Proviamo a dipanare una parte del bandolo della matassa. I calciatori di serie A campioni strapagati con ingaggi stellari gioco forza sono rinchiusi nelle loro torri d’avorio… quarantena. Qualcuno, chi ha potuto per motivi ( di primo acchito tutti giustificatissimi ) sono rientrati nelle loro nazioni altri sono rimasti mandando tanti saluti ai loro club – datori di lavori.

L’aspetto paradossale – ci sembra – è inerente i comunicati stampa di alcuni club  giustificano ed autorizzano l’abbandono della quarantena dei compagni di..squadra. cercando di salvaguardare la loro faccia. Questione di stile, direbbe qualcuno, noi diremmo altro non idoneo in questa sede. Ci asteniamo dolosamente/colpevolmente di aggiungere altro. Lungi dall’argomentare “dietrologie applicate” espressione rubata al direttore del giornale che bontà sua – continua ad ospitarmi- rende bene l’idea, siamo in un gran maelstrom.

Dunque, buon senso pratico vorrebbe venirne fuori quanto prima con assoluta fermezza e chiarezza senza tentennamenti, titubanze, soprattutto in questa situazione emergenziale, con un atto semplice, inequivocabile… dare senso solidaristico e vicinanza ai tifosi (paganti allo stadio e con abbonamenti pay tv) senza i quali molti super pagati calciatori non esisterebbero, ovvero, sarebbe interessante se riuscissero spontaneamente a decurtarsi (come i tagli netti di Fontana) i loro super ingaggi… donando parte in beneficenza (sarebbe tanta manna che cade dal cielo per acquisto di mascherine, macchinari utili per le terapie intensive) e parte per le casse delle società come indennizzo per mancati introiti…  S’innescherebbe, loro malgrado, un circolo virtuoso atto a manifestare concretamente il lato umano della stella del calcio.

Purtroppo, non mi sembra ci sia tanta voglia di correre verso questa direzione […] …gli individui si comportano come se fossero omogenei, tollerano il modo d’essere peculiare dell’altro, si considerano uguali a lui e non provano nei suoi confronti alcun sentimento d’avversione.

S. Freud, Psicologia delle masse e analisi dell’io, cit., pp. 289ss.

Fabio Bray