Senza fissa dimora: collaborazione Comune-Caritas a pieno ritmo per dare risposte h24.

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Chi è residente altrove sarà indirizzato verso il proprio Comune.Ghinelli e Tanti: “Il dormitorio si trasforma: parte la ‘residenza sociale’. Inflessibili con chi non accetta di lasciare la strada”

Lo schema di accoglienza in questa fase di emergenza sanitaria e alla luce del nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri è necessariamente cambiato. Oltre all’ospitalità del dormitorio, si pone infatti il tema di dare riposte alle persone senza fissa dimora anche durante le ore diurne. “Non è possibile per nessuno derogare alle indicazioni del DPCM ‘Chiudi Italia’ e quindi saranno attivati tutti i percorsi per tutelare anche i senzatetto che hanno ormai un rapporto storicizzato con la Città, risposte concrete, tutte costruite in collaborazione con Caritas”, spiegano il Sindaco Ghinelli e l’Assessore Tanti. “Al tempo stesso chi ha residenza in altri Comuni sarà invitato a raggiungere il Comune di residenza mettendosi in contatto con i servizi sociali di quel municipio. Già da qualche giorno i servizi sociali stanno autorizzando l’ingresso in residenze assistite per persone che non erano le condizioni di avere un luogo sicuro, così da garantire la certezza di una presenza di aiuto costante”, continuano Sindaco e Assessore. “Va da sé che non sarà tollerata nessuna ‘deroga’ e per nessuno: noi abbiamo il dovere di offrire opportunità, ma in questa fase anche chi ha scelto di non avere una fissa dimora deve entrare nei percorsi dell’accoglienza di emergenza e lo deve fare per ragioni di salute pubblica. Chi non lo farà troverà da parte nostra un atteggiamento molto rigido con tutte le implicazioni di legge che, come sappiamo, arrivano fino alla reclusione. Doveroso il nostro ringraziamento alla dottoressa Paola Garavelli, responsabile delle politiche sociali del Comune, e per Caritas, a Don Alessandro Nelli, al dottor Gabriele Chianucci e al Dottor Andrea Dalla Verde”.  

Il dormitorio di San Domenico rimarrà quindi aperto 24 ore a partire dal 25 marzo e per il tempo dell’emergenza. Si trasformerà quindi in una residenza “sociale”: sorveglianza, pulizia e consegna dei pasti saranno garantiti per la giornata, e rimane invariato il sistema di gestione per la parte notturna. Sarà invece rimodulato il passaggio dei vigili giurati e della Polizia Municipale durante la giornata al fine di verificare la permanenza degli ospiti all’interno della struttura, e sarà inoltre organizzata la visita di un operatore sanitario.