Tutto chiuso. Ma non tutto è così semplice…

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Mi scrivono alcuni agenti immobiliari cari amici: “Le ondate di nuove assunzioni di personale medico e infermieristico hanno portato nella nostra città lavoratrici e lavoratore da ogni dove. In queste ore è un susseguirsi di telefonate per chiedere disperatamente di essere aiutati a trovare un alloggio. Secondo il decreto firmato stasera però, non possiamo essere operativi. Come possiamo regolarci?”

Chi mi conosce un po’ sa perfettamente come mi regolerei io. Ma è meglio che non lo scriva! Una cosa però posso aggiungerla: cum grano salis!

Esistono situazioni davanti alle quali non possiamo rimanere a guardare. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per agevolare il lavoro di queste persone, magari evitando il piu’ possibile di correre e far correre rischi.

Usando dunque soprattutto il telefono, i fax, le reti digitali, le chat, e ogni altro mezzo informatico a disposizione, cercare di mettere a disposizione le nostre conoscenze del mercato, per far incontrare locatari e locatori, rinviando la redazione del contratto, magari realizzandolo preventivamente in via informatica e poi sottoponendolo alla firma.

Siamo davanti ad una emergenza, in cui le norme sono state stabilite a nostra protezione, ma la filiera del lavoro, se indirizzata alla soluzione dei problemi, sia benvenuta. Questo il senso di chi ha spiegato i provvedimenti adottati in questi giorni.

E’ di stasera nei telegiornali nazionali, la notizia che le agenzie immobiliari di Milano e Bergamo coordinandosi, hanno aggregato un gran numero di proprietari di case, che hanno deciso di mettere i loro immobili gratuitamente a disposizione dei medici che in queste ore stanno giungendo qui da ogni parte d’Italia.

Penso che per realizzare questo obbiettivo, abbiano volutamente e coscientemente violato un decreto del consiglio dei ministri. Pazienza. Al posto loro lo avrei fatto anch’io, non una ma cento volte. Perché è il sabato che è fatto per l’uomo e non viceversa.