I ricordi del tenente Drogo. (3°) Mentre l’ecatombe volteggia.

0

Liquidità, chiave per il futuro?  Forse, intanto restiamo a casa.

Non essendo un economista posso persino affermare che la preferenza di scelte espansive da parte del mondo “accademico” e politico deriva anche dal confronto fra l’espansione degli Stati Uniti e la stretta della Repubblica di Weimar la cui crisi economica aiutò la presa del potere da parte di Hitler. L’imbianchino consolidò poi il suo fascino sulle masse poiché attuò nei primi anni ’30, l’alba del suo “impero”, una politica espansiva. Immissione di liquidità -favorita dallo stop alle restituzioni dei danni bellici- che permetteva alla gente di spendere, denaro immesso dal governo tedesco sulla promessa di uno sviluppo economico: così dava di fatto vita ad un circuito vizioso o virtuale dove gli investimenti pubblici in termini di infrastrutture, riarmo, militarizzazione permettevano di offrire lavoro e reddito a masse precedentemente disoccupate.

Roosevelt negli stessi anni aveva spinto in investimenti pubblici, in infrastrutture come la costruzione di grandi dighe ed altri impianti, dando lavoro ad una popolazione abituata al nomadismo (altro aspetto peculiare del popolo statunitense). La fine della siccità che aveva fortemente penalizzato il settore agricolo contribuì a stabilizzare l’economia americana che era stata messa in crisi dalla bolla speculativa che si era gonfiata nel 1º dopoguerra grazie alla montagna di liquidità che proveniva anche dalla restituzione dei prestiti di guerra delle nazioni europee.

Ma queste dinamiche si innestavano in nazioni che sotto il profilo demografico non avevano certo la crescita zero della nostra attuale Italia (le persone con oltre 65 anni d’età risultano il 22.6% della popolazione), dove l’universo femminile aveva rappresentato una grande area di forza lavoro sottopagato,  facendo crescere a livelli impensabili i livelli di commercio e scambio internazionale che sino ad allora latitavano (per protezionismo) e dove le difficoltà degli anni precedenti uniti alla cultura del sacrificio permettevano di dare vita ad uno sviluppo economico senza precedenti.

Probabilmente avete sentito parlare dei 1.000 miliardi che gli Stati Uniti mettono in campo per affrontare questa crisi, i 500 miliardi stanziati in Germania, i 200 miliardi sventolati dalla Spagna: in Italia definiamo poderoso il provvedimento “cura italia” da 25 miliardi. È ovvio che l’approvvigionamento dei denari si poggia su caratteristiche nazionali ben diverse, l’affanno dell’Italia è evidente da anni. Da due decenni facciamo parte della zona euro ed i benefici dell’adesione al sistema monetario sono stati vanificati da politiche nazionali e locali dissennate. Io non sono fra quelli che vogliono tornare alla lira perché ho ben chiari quei benefici: sono molto contrariato per il rapporto di concambio 1936,27 fra lira e  euro (la Germania ci ha tagliato le gambe, ci temeva come concorrenti, e Prodi ha detto “ja”), ma avevamo tuttavia l’opportunità di portare sotto controllo il nostro debito nazionale, fare infrastrutture ed opere necessarie, e crescere (andando in culo ai crucchi).  Non lo abbiamo fatto, ma se avessimo continuato a stampare lire saremmo finiti come l’Argentina. Qualcuno vorrebbe tornare a quei tempi (gli anni delle svalutazioni “competitive”): io non sono fra di essi, ma certamente si aprono scenari. La Banca centrale europea ha annunciato il piano di acquisto per 750 miliardi di euro di fondi sovrani e obbligazioni private (e questo non mi piace). Cifra importante -non meno di 100 miliardi sono targati Italia- dacchè le valutazioni sulle performance dell’economia di una area sono collegate alla base monetaria di quella valuta: direi che si può valutare l’aumento di quell’aggregato monetario in quasi il 10%, cifra davvero significativa.

Verrà inoltre approvata la deroga al vincolo del debito oltre il 3% del Pil, quindi si possono cercare anche nel mercato denari da immettere nel sistema paese senza preoccuparsi delle sanzioni UE, confrontandosi comunque con tassi di interesse che non ci aiutano. Ma non è momento di fare gli schizzinosi.

Perchè quei 100 miliardi ci fanno come il vento (o quella cosa alle vecchie..).

Questi denari andranno restituiti, ma se la base monetaria delle altre valute -ed in principal modo del dollaro Usa- aumentasse in maniera simile, l’impatto per l’economia euro nel confronto con quello che è il sistema economico di riferimento e di competizione non subirebbe scossoni, “solo” un consistente scivolamento; maggior liquidità porta a minor valore d’acquisto della moneta ed alla salita dell’inflazione (che in questo momento non rappresenta un problema). Staremmo tutti un po’ peggio, una fuoriserie Ferrari andrà a costare di più, ma chi poteva spendere 250.000€ oggi potrà spendere 300.000€ domani. Un litro di latte costerà 2€ invece dell’attuale 1,70€: ne berremo un po’ meno, ma non ci mancherà.

Ma potremmo ragionare in modi completamente diversi: potremmo aver l’occasione di vendere il nostro paese alla Cina. In un turbine di fantapolitica, la Cina potrebbe liquidare il suo enorme investimento in titoli di Stato statunitensi, piegare le ginocchia al suo principale competitor ( assicurandosi il ruolo di leader mondiale), cliente fastidioso(vedi la questione dei dazi) e denigratore (recentissime le accuse di Trump alla Cina sul coronavirus) e con quei denari presentarsi alle nostre porte. Comprerebbe l’accesso al mercato europeo, una naturale piattaforma logistica per le loro portacontainer, un sistema produttivo che adorano, un luogo dove mandare a lavorare (a fare lavori che gli italiani non vogliono fare, dall’operaio al contadino) 20 milioni di cinesi offrendoci l’opportunità di mandare via tutti gli altri extracomunitari. Credo che più di uno si farebbe tentare da una offerta che azzeri il nostro debito pubblico, non conta sostituisca il nero col giallo, la libertà democratica con l’ordine.

Il fascino dell’uomo forte ha radici in Italia; dopo il “franza o spagnia purchè se magnia” dei secoli passati, se l’alternativa fossero i tedeschi, anche io potrei preferire i cinesi (gli spaghetti li hanno inventati loro!), meglio del governo Usa con consumismo irrispettoso e capitalismo senza etica, e la loro illusione di libertà.

Senza preoccuparsi se la sostituzione di mafia-camorra-ndrangheta-scu con la triade sia bene o male. Una guerra di mafia ci manca un pò. Comunque in questo momento  la liquidità criminale metterebbe in ginocchio l’economia reale: la fragilità espone aziende e famiglie alle organizzazioni criminali ed i loro soldi.

Un problema che si presenterà con drammatica evidenza già fra qualche settimana.

Come altri su cui ragionerò nella prossima, insieme alle opportunità.