Dovete qui, dovete là, dovete sotto. Esortativo, imperativo, meleggiativo.

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Chissà se l’ultimo provvedimento del presidente del consiglio riuscirà a calmare gli stupratori di lingua e diritto italiani.
Non passo troppo tempo sui social, si inciampa con regolarità in affermazioni ove significato e grammatica fanno a cazzotti.
Negli ultimi giorni si sprecano frasi dal significato dubbioso fra persone che non si conoscono e quindi difficilmente possono comprendere il senso della affermazione.
Ho indicate tre usi, magari ce ne sono altri, mi sembrano i più pertinenti ai contenuti più recenti, faccio qualche esempio.
“Non si deve andare in macchina in più di 2 persone”. Una affermazione così improvvida da richiedere un attento esame, davvero sibillina. O peggio.
Più frequentemente “Non dovete andare a correre, è così difficile da capire!?”: non essendoci nessuna legge che vieta il jogging si dovrebbe intendere l’uso esortativo.
Con altre frasi che sovente completano il post si lasciano però pochi dubbi. Talvolta lo si arricchisce con l’augurio “Dovete morire”. Questo caso è chiaro quanto sbagliato: l’autore dl post ne fa uso imperativo, cogente. Ma, lo ripeto, anche l’ultimo provvedimento non vieta di fare jogging, impone di non allontanarsi dal proprio domicilio. Volesse utilizzare la forma esortativa potrebbe completare il commento indicando i motivi (uno molto valido: infortunio e necessità di ricorrere al pronto soccorso che in questo momento non ha certo bisogno di affrontare problemi “gratuiti” e rischiosi per soccorritori ed infortunato).
“Dovete andare al supermercato con la mascherina”: altro caso di uso scivoloso del verbo “dovere”.
Nuovamente, nessuna norma impone l’uso di mascherina, peraltro -come dovrebbe essere noto a molti, specialmente quelli che passano la giornata sui social- le mascherine sono di difficile reperimento: potrebbe essere una esortazione, ma se andate al supermercato senza mascherina gli sguardi di qualcuno avranno il significato “devi morire”. Taluni, stressati da sguardi sbilenchi o da parole scortesi, sono giunti a indossare lo Swiffer come mascherina. Calmando gli animi eccitati, ma con poco efficace risultato finale. In “carenza” di mascherine, sempre che corrette e ben indossate e opportunamente sostituite (casi in cui concordo sull’opportunità) non si può crocifiggere chi non l’ha, specie se non starnutisce, sta a distanza congrua ed agisce con attenzione. Salvo voler fare la figura dell’imbecille nevrastenico. Chi semina vento raccoglie tempesta, perchè la ruota gira.
“Dovete avere spirito civico”: a seconda delle situazioni questa frase potrebbe esprimere ognuno dei tre significati.
Ma i bischeri fanno capolino, racconto un episodio.
Alcune persone che rispettavano una distanza interpersonale superiore al metro, in zona dove non ostacolavano il traffico e dove raramente si vedono pedoni, sono state così apostrofate da una signora che ha rallentato l’automobile e aperto il finestrino per ringhiare questa frase. Chi mi ha raccontato la scena non aveva chiaramente compreso cosa gli veniva sibilato ed ha pensato ad una richiesta di informazioni, ma la veloce ripartenza dell’automobile ed il comportamento di uno degli altri astanti gli ha fatto comprendere che quanto pronunciato aveva carattere imperativo ed offensivo. Infatti mentre il terzo individuo è rimasto letteralmente a bocca aperta, l’altro ha avuto difficoltà a trattenersi tanto era imbestialito. L’educazione ed il buon senso sono evidentemente latitanti. Non mi riferisco all’uomo che intendeva chiedere all’autista lumi sul relativo senso civico e necessità di circolazione, mi riferisco proprio proprio al guidatore.
Infatti le persone che sono state così malamente apostrofate  stavano prendendo accordi per lavori di rifacimento. Erano al lavoro per la comunità, con attenzione.
Forse dobbiamo aggiungere qualche tempo alla coniugazione dei verbi: lo stupidotto e l’ignorante futuro. Parlassero meno e con cognizione di causa gli italiani tutti.
Ovviamente me escluso.