Né untori, né colonne infami

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Gentile Direttore,

in merito alla lettera da Lei pubblicata ieri 20/3 su questa testata, dal titolo “Il gelataio e la colonna infame”, sento l’esigenza e il dovere – in quanto chiamato in causa – di fare chiarezza con trasparenza e oggettività.

Alle 18.30 di giovedì scorso, abbiamo potuto seguire la quotidiana conferenza stampa istituzionale, con la quale il sindaco Ghinelli – con o senza la presenza di altre Autorità – informa la Città sull’evolversi della grave situazione che tutti stiamo vivendo.

Tra dati, grafici, informazioni e raccomandazioni messi a disposizione della stampa e della cittadinanza, ha dato notizia che in Via Valle del Vingone era stata segnalata la presenza di “un furgone che vendeva i gelati con tanto di musica per attirare la gente”.

Ciò detto, considerando che non avevamo e non abbiamo motivi per dubitare delle informazioni ufficiali che il sindaco mette a disposizione della stampa e dei cittadini, la nostra presa di posizione ne è stata la conseguenza, in rappresentanza delle imprese del settore, notoriamente chiuse, con la sola certezza delle spese da sostenere a incassi zero e l’incertezza più totale sul se e quando riapriranno.

Poiché nella lettera alla quale sto rispondendo, si avanzano dei dubbi sul fatto che alcune di queste imprese abbiano chiuso prima che il Governo lo decidesse, lo posso confermare: la mia ad esempio, ha chiuso la sera di domenica 8 marzo, cinque giorni prima che intervenisse il DPCM relativo.

Nessuno ha mai messo in dubbio la possibilità di fare il servizio a domicilio, sappiamo bene che è possibile e conosciamo le norme che lo regolano, ma la comunicazione del sindaco non era a quel tipo di vendita che si riferiva. Di conseguenza abbiamo ritenuto di affermare il richiamo al rispetto delle regole da parte di chiunque.

Questo sentivamo di chiarire oggettivamente, senza polemiche né astio, non fosse altro che per il momento di difficoltà che tutti stiamo vivendo.

Ringrazio e saluto cordialmente Informarezzo per l’ospitalità, sperando come tutti di poter tornare alle nostre attività – sia in sede fissa che ambulanti – per ricominciare, ad Arezzo, in Italia.

Fabrizio Piervenanzi

Presidente della Federazione Alimentazione e dell’Associazione Gelatieri di Confartigianato