Istruzioni per i laboratori che intendono contribuire alla produzione di mascherine tipo chirurgico

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Con il decreto emanato ieri, sono caduti moltissimi vincoli regolamentari. In pratica il senso è: usate materiali buoni, ma cari cittadini se non li avete, copritevi con quello che avete.

Ecco in sintesi:

Decreto Legge 17 marzo 2020 – G.Uff. n.161 del 17/03/2020 – Art.16 Ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori

…per i lavoratori impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI) le mascherine chirurgiche reperibili in commercio, il cui uso è disciplinato dall’art.34 c.3 D.L. 2 marzo 2020, n.9.

….gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherina filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.

Questo ha permesso a tutti i volenterosi di impegnarsi alla realizzazione di dispositivi.

La Regione Toscana sempre nella giornata di ieri è intervenuta. Ha distribuito alcune specifiche su come questi dispositivi devono essere realizzati per massimizzare la resa.

Queste istruzioni sono destinate a quei laboratori artigiani o a quelle aziende di confezioni di tipo industriale, che in questi giorni hanno cercato di muoversi per poter contribuire alla solidarietà.

Mascherine: il tessuto chiave per il funzionamento flitrante del prodotto è il polipropilene. Che tutti noi abbiamo conosciuto e conosciamo con il nome di tessuto non tessuto abbreviato TNT. Consigliato il peso di 35g per mq.

Questa è costituita in unico foglio la cui lavorazione ne prevede la triplicazione in sede di assemblaggio

Oppure

 

Questa è la specifica per la realizzazione di tute protettive e camici

Attenendosi questi capitolati, non serve alcuna certificazione particolare, salvo un autodichiarazione che il materiale usate è quello indicato dal servizio sanitario regionale, avendo cura di conservare in azienda la scheda del prodotto usato.