I 25.000.000.000 di provvedimenti: davvero un cerotto. Basta adoperare la calcolatrice.

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Meno di € 500 per ogni italiano, cifra che appare davvero esigua. Parte significativa di questo importo è destinata alla sanità pubblica, si possono immaginare quali siano le cifre necessarie per attivare un sistema di emergenza come quello che vediamo in questi giorni e che è prevedibile debba espandersi a tutte le regioni italiane quando i contagi da corona virus raggiungeranno nei prossimi giorni il temuto picco, previsto in circa 40.000 contagiati acclarati a cui assommare un numero ovviamente indefinito fra coloro che non verranno sottoposti al tampone.

Ho rubato la definizione coniata dalla parlamentare Meloni, essere all’opposizione è molto facile, non l’ho sentita declamare i metodi con i quali mettere insieme un gruzzolo che ci possa portare fuori da questo tunnel. A parte fare inutili confronti con la capacità di intervento della Germania.

Tutte le strade che si presentano sono impervie se non propriamente disastrose, ma l’insieme dei provvedimenti annunciati con le relative misure è evidentemente adeguato per portarci all’inizio di aprile, non oltre.

Si aprirà quindi un dibattito su come procurarsi le risorse per permettere il sostentamento delle famiglie e la ripresa delle attività produttive che si scontrerà con la depressione mondiale. Mi dispiace essere così pessimista, risulta evidente come abbiamo (la colpa è dei cittadini) lasciato scorrere decenni senza mettere mano ai problemi strutturali del nostro paese che vedranno il loro culmine nel carico di interessi passivi a carico del nostro sistema paese che definire sbalorditivo è riduttivo.

Problemi strutturali individuabili nella inefficienza istituzionale e servilismo internazionale che la nostra classe dirigente sfoggia con regolarità: pensiamo all’acquisto degli aeroplani da combattimento modello F 35, contratto da circa 14 miliardi di euro: questi sono i signori che ci governano.

Ma non è che gli altri sono meglio, il parlamentare Salvini è stato al governo per oltre un anno, io non ho visto cambiamento, sono soltanto cambiati i destinatari dei nostri denari. Come con Berlusconi.

Per cui quando una parte di italiani si scontrerà la mancanza di fondi per far fronte alle spese correnti e agli impegni sarà da ridere: questa pandemia non finisce con l’estate, il suo impatto sarà devastante sul tessuto sociale e economico della nostra nazione e non soltanto.

Difficoltà che saranno condivise con altre nazioni europee, differenze che si affacciano anche in questo momento (Germania ha chiuso le frontiere con la Francia, ma non con la Polonia): sono giorni che mi chiedo se esiste un modello economico previsionale per quello che andremo a vivere, sin d’ora non ho trovato.

Perché nella grassa Europa non esiste più traccia di quella capacità di sacrificio, di quella voglia di rinascita che ha contraddistinto per esempio l’ultimo dopoguerra.

La riduzione del reddito disponibile creerà un sentimento di ribrezzo verso gli extra comunitari e i migranti che potrebbe persino sfociare in tensioni di piazza. È solo un esempio di quello che ci passerà davanti agli occhi quando saremo riusciti a domare questo fottuto virus e avremo finito di piangere i nostri morti.

Finirà che assaltiamo il Vaticano per impossessarsi della loro liquidità.