Zona di sicurezza, zona rossa, zona arancione: fate come vi pare. Se c’avete trovato un filo logico..

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Scambio messaggi con francesi, inglesi, statunitensi. Mi chiedono cosa succede in Italia. Imbarazzante rispondere che devono credere a tutto e al suo contrario. Come accade leggendo la stampa.

Dice il Ghinelli ieri sera: mi giungono notizie di bar aperti alle 19, nonostante il divieto.

Comanducci corregge con: per quello che riguarda invece il contesto cittadino, la polizia municipale di Arezzo, già da prima dell’entrata in vigore dell’ultimo decreto, si era adoperata in controlli dei locali e attività di informazione.
Evidente il pasticcio dei controlli non efficaci e la pecetta dell’assessore amico dei commercianti.
E poi, il colpo di grazia sui centri commerciali con alimentari; Ghinelli afferma “sabato e domenica vi è la chiusura di tutte le strutture di media e grande distribuzione comprese quelle alimentari”.
Il suo assessore invece aspetta chiarimenti, il decreto dice che “nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.
La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari”.
A me pare chiaro, forse Ghinelli ha sbroccato colla voglia di dir la sua su tutto. Sino a confondere e non fare chiarezza.
Poi tutti insieme scaricano il problema sulla Usl per i numeri errati comunicati: chissà chi ha fretta di uscire subito colla notizia…
Anche perchè i media locali stanno annegando in notizie che non verificano e che non comprendono, tralasciamo poi le difficoltà di gestione di una situazione dove la trasparenza è andata ai cachi.
Scrive un media aretino: “tra questi i vigili urbani hanno trovato alcuni negozi etnici che, forse, non sono riusciti a capire in tempo quello che intorno stava succedendo” significa puntare il dito contro gli extracomunitari e poi nasconderlo; infatti ci sono molti italiani fra i commercianti scorretti.
Ma non si può dire sennò ti tolgono la pubblicità. Infatti si parla di “senso di responsabilità“, veri eroi de noaltri. Vogliono un aiutino: e gli altri?
Ma altra testata ammette che c’è anche dell’altro. C’è la fuga di massa della clientela nel corso degli ultimi giorni. “I nostri incassi si erano ridotti al 30 per cento del consueto”. Eroi, ma colla cassa vuota, appunto.
Ma è la stessa testata che afferma che alle 18 cala una sorta di coprifuoco. Afferma che i bar si fermano come da decreto, idem dicasi i ristoranti: non gli hanno detto che ce ne sono tanti aperti nonostante il divieto. Scrivere la notizia prima dell’accaduto riesce solo ai maghi. Che ad Arezzo non ci sono, ci sono però quelli che non verificano le affermazioni.
Confusione sulle norme che regolano gli spostamenti. Uno scrive: “nella prima giornata in cui non si può uscire dai 36 comuni della provincia senza autocertificazione”. Spiegategli che -per suoi colleghi- non si può uscire dal territorio del proprio Comune senza giustificativo.
L’industriale che ordina: “l’epidemia non si ferma con il blocco del Paese, ..analizziamo i dati prima di prendere decisioni avventate, .. l’età media degli ammalati risulta essere di 65 anni.“ I soldi prima dei malati.
E come dimenticare le edicole..
Trovo e sbalordisco: a nome di Repubblica (il quotidiano dell’anziano) e tutta la stampa nazionale, chiedo che nella lista dei servizi essenziali da mantenere aperti (e da sostenere con ogni forma di agevolazione e di sostegno) ci siano le edicole.
Malati, già da prima. Tutti a chiedere l’aiutino a spese di qualcun altro.
Si trova persino uno pseudo vademecum della polizia, indica fra le situazioni di necessità la pipì del cane. Che è verissimo, ma forse non è ben scritto.
Bisogna fare la spesa quanto più vicini a casa: consiglio d’uscire quindi col doppio decametro per effettuare attente misure. Ma cosa scrivono?
Evitare gli acquisti superflui: se si riferiscono alla incetta di beni alimentari andrei a vedere il loro frigorifero; se si riferiscono all’acquisto di una mongolfiera, sarà ancora possibile fare talune cose o accettiamo una dittatura confusa con aiutini a qualcuno (leggete la richiesta di Fontana ed inorridite).
Inoltre, evitare gli assembramenti, non meno di un metro di distanza: infatti, quando la polizia ti ferma, usa il binocolo per leggere la autocertificazione.
Chiusura col botto, parole del sindaco di Bergamo, Gori: sembra che la crescita dei ricoveri stia rallentando e invece è solo perché non ci sono più posti (se ne aggiungono pochi con grande fatica). I pazienti che non possono essere trattati vengono lasciati morire. Subito gli rispondono “non sono vere queste voci, anzi a volte si fanno scelte del momento sulla persona da intubare prima e su quella per cui chiediamo un aiuto esterno e che magari viene intubata dopo qualche ora e in qualche altro ospedale”. Appunto quello che ha detto Gori, secondo me, nel frattempo sperano che muoia. Eleggo il seguente commento come il migliore: “sindaco, questo annuncio anche se veritiero è irresponsabile”. Appunto.