Il sesto dì di marzo la domenica, intorno all’otto ore di notte, a Chiusi della Vernia nacque Michelagnolo

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Nel 2016 un’indagine d’archivio della storica del Rinascimento Nicoletta Baldini dell’Università Bocconi di Milano ha confermato l’attendibilità delle notizie riportate dal Vasari nella seconda edizione delle Vite (1568) riguardanti il luogo di nascita di Michelangelo Buonarroti:

“Nacque dunque un figliulo sotto fatale e felice stella nel Casentino, di onesta e nobile donna, l’anno 1474 a Lodovico di Lionardo Buonarroti Simoni […]. Al quale Lodovico, essendo podestà quell’anno del castello di Chiusi e Caprese, vicino al Sasso della Vernia, dove San Francesco ricevé le stimate, diocesi aretina, nacque dico un figliulo il sesto dì di marzo la domenica, intorno all’otto ore di notte, al quale pose nome Michelagnolo”.

Baldini nel saggio Sotto fatale e felice stella nel casentino. Nuove indagini d’archivio sul luogo natale di Michelangelo Buonarroti (Edifir) ha dimostrato gli errori commessi negli studi di fine ’800 e dei primi del ’900 dei documenti sui quali Caprese (Ar), nell’alta Valtiberina, ha basato la pretesa di essere stata il luogo natale di Michelangelo.

L’esperta ha ritrovato nell’Archivio di Casa Buonarroti a Firenze una lettera inedita della Signoria fiorentina indirizzata al podestà Buonarroti, datata 30 gennaio 1474, nella quale lo si rimproverava poiché aveva “gravato al bancho di Chiusi”, cioè aveva costretto a comparire dinanzi al Tribunale di Chiusi, persone che avevano diritto di esserlo in quello di Caprese.

La studiosa ha così stabilito che Lodovico Buonarroti esercitò il suo mandato nella sede della Podesteria di Chiusi in Casentino (oggi Chiusi della Verna, Ar), dove Michelangelo, nacque come scriveva Vasari “vicino al Sasso della Vernia”. (…)

E’ di pochi gironi fa invece, la scoperta di un autoritratto di Michelangelo nascosto all’interno del ritratto realizzato dall’artista per la poetessa ed amica Vittoria Colonna. L’opera è conservata al British museum di Londra e mostrerebbe la sagoma di un uomo intento a dipingere che emergerebbe tra le pieghe del vestito della dama all’altezza dell’addome.

A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Clinical Anatomy da Deivis de Campos, dell’Università federale di Scienze della salute di Porto Alegre, in Brasile.

Secondo gli studiosi, questo autoritratto, una vera e propria caricatura dell’artista, rappresenterebbe una sua firma  nascosta sull’opera, ed è un nuovo indizio nella caccia al tesoro intrapresa dai ricercatori per scovare simboli ed oggetti nascosti all’interno delle opere del grande artista, il quale era avvezzo alla realizzazione di tali simboli. Proprio nel 2017, il gruppo di Deivis de Campos aveva trovato dei simboli pagani che alludono all’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile nelle Cappelle Medicee a Firenze. Tra l’altro questa scoperta potrebbe anche risultare molto utile per approfondire lo studio della vita si Michelangelo e in particolare per ricostruire il suo aspetto e il suo stato di salute di quegli anni.

L’autoritratto contenuto nel dipinto dedicato alla Colonna sarebbe molto simile a quello realizzato da Michelangelo per l’amico Giovanni da Pistoia, realizzato nel 1509 a lato di un sonetto scritto in pergamena. In questo caso Michelangelo si era dipinto in posizione eretta mentre affrescava la cappella sistina, mentre in quella del 1525 appare col corpo piegato, come se fosse proprio questo Michelangelo in miniatura a realizzare l’opera.