Ghinelli a braccia alzate. Quante cose dice una foto di 5 anni fa.

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La foto che Paolo Casalini ha utilizzato per l’articolo di Gianni Brunacci da poco pubblicato e che ritrae un Ghinelli a braccia alzate alla notizia della vittoria nel ballottaggio elezioni 2015 è rappresentazione plastica della situazione che riguarda il sindaco di Arezzo che ha da poco ri-ricevuto l’investitura definitiva dei 3 partiti della destra più rappresentativi a loro candidato per le elezioni amministrative che (prima o poi, virus permettendo) devono tenersi.
Me lo ha fatto notare stamani una persona, ancora presto per definirlo un amico: in quella foto ci sono un imputato, due avvisati, un defenestrato ed il sosia di uno zittito.
Si vede Natalino Guerrini detto Giorgio, dopo l’assai insoddisfacente tentativo di essere eletto ad un parlamento, ad Arezzo appoggiò il candidato Ghinelli: è coinvolto nei procedimenti giudiziari sulla vecchia BancaEtruria.
C’è Ghinelli, indagato per favoreggiamento nell’affaire della partecipata Coingas ed oggetto di forti contestazioni per le sue frasi intercettate registrate dal suo uomo di fiducia Staderini, quelle che hanno dato il via all’inchiesta Multiservizi. Nella foto, le braccia levate simboleggiano la gioia per le primissime indicazioni sulla vittoria al ballottaggio e non simbolo di resa con cui un mariuolo si predispone alla cattura.
Nella “V” formata dalle braccia di Ghinelli si riconosce Fabio Bray, candidato nella lista OraGhinelli: venne nominato nel Cda della Pia casa di Arezzo da cui venne defenestrato quando espose pubblicamente le sue perplessità sulla idea di fondere insieme Pia casa, Fraternita dei laici, Thevenin dando il via a una serie di operazioni immobiliari che ne avrebbero snaturato la storia; la Pia Casa nacque, come la Fraternita, per iniziativa di alcuni aretini che con le loro donazioni dettero vita all’istituto che avrebbe dovuto ospitare (appunto grazie ai redditi delle donazioni) anziani aretini bisognosi. Andrebbero tagliate le mani a quelli che vogliono smaneggiare quel patrimonio.
Lì accanto si vede un giovane barbuto: lo si potrebbe scambiare per un consigliere forzista oggetto di una dura reprimenda per l’intenzione di portare in consiglio comunale l’atto di indirizzo per porre le fondazioni (turismo e cultura) sotto un maggior controllo del consiglio stesso, dove Ghinelli ha la maggioranza insomma maggior trasparenza con la stessa guida: invece non se ne parli neanche. Quello in foto è un candidato OraGhinelli, l’uomo con il più sonoro “clap” da applauso che io abbia mai incrociato.
A destra: Scortecci allora candidato OraGhinelli, adesso sotto indagine per abuso d’ufficio e favoreggiamento, già interrogato (ma almeno lui ha risposto alle domande postegli) per le costosissime consulenze della partecipata Coingas.
Guardando altre foto scattate in quelle ore si riconoscerebbero accanto a Ghinelli numerosi altri indagati: cito Macrì, Merelli, Bardelli, Staderini.
L’ingegnere direbbe che è tutto un malinteso, le sue parole sono state travisate, è tutto a posto e va tutto bene. Anzi Arezzo non è mai stata così forte.
Insomma quelle foto racchiudono la summa della sfiga: persone bravissime coinvolte per errore in una inchiesta che si sgonfierà.
Oppure si potrebbe dire che rappresentano un modo di amministrare, metodo che Ghinelli ripropone quale fedele delfino del già sindaco Lucherini, quello coinvolto nell’inchiesta sui “moschettieri” del mattone che portò alla caduta della sua giunta e a condanne, qualcuna passata in giudicato, qualcuna decaduta per prescrizione. Un metodo di amministrare dove c’era spazio per gli interessi privati, a 15 anni di distanza la magistratura indaga su 2 episodi che potrebbero presentarsi come dejavu. Sarà la magistratura a valutare gli episodi che riguardano l’area politica intorno all’attuale sindaco, per ora tutti innocenti.
A me risulta evidente l’aspetto politico di quanto emerge dalle intercettazioni o registrazioni: il fallimento della giunta Ghinelli e della maggioranza che la sostiene. E neanche condivido i toni trionfalistici sul progresso della nostra città negli ultimi anni, per me ingentissime risorse pubbliche sono state destinate a iniziative culturali di nicchia per il solo soddisfacimento dei vertici della fondazione, ingentissime risorse pubbliche sono state destinate a iniziative commerciali la cui ricaduta riguarda una area ridottissima del territorio cittadino, con beneficio per numero ridicolo di attività commerciali.
Come cittadino di Arezzo e prossimo elettore, la presa di posizione dei 3 partiti a sostegno della ricandidatura di Ghinelli porta ad alcune riflessioni: questi partiti si legano indissolubilmente a quel modo di amministrare e saranno sicuramente coscienti che ogni inciampo la maggioranza Ghinelli subisse si rifletterebbe sulla loro coalizione e sui singoli partiti.
Molte persone mi definiscono un liberale, confermo che la mia area politica di riferimento sta a destra, ma non voterò Ghinelli nè voterò quella coalizione.
Credo di aver espresso nel corso di questi anni le mie perplessità sull’amministrazione Ghinelli, non voterò una coalizione di cui fa parte quel partito che si “puliva il culo con il tricolore”.
Anzi devo rispondere alle sollecitazioni che mi vogliono in pista: candidarmi come sindaco o come consigliere piuttosto che rimanere più defilato quale spindoctor. Deciderò presto, fregandomene di quello che dicono i pennivenduti che avversano le liste “minori”, infischiandomene della antipatia reciproca verso chi è interessato a ottenere i benefici esclusivi derivanti dai denari pubblici.
Io credo che un modo diverso (il vero cambiamento, non quello fasullo a cui abbiamo assistito in questi 5 anni) di amministrare la nostra città esista e meriti di essere portato all’attenzione degli elettori. Fa parte della democrazia che possa vincere chi ritiene l’attuale sindaco una meraviglia, nel passato c’era chi voleva Stalin in Italia. Ma il pensiero unico lo lascio agli ignoranti: ne abbiamo subito terribili conseguenze iniziate 100 anni fa e durate un quarto di secolo.