Il circolo vizioso della paura. Il ruolo dell’informazione nella diffusione del panico

10

Per ottenere successo mediatico (ed anche politico) c’è una formula infallibile: alimentare la paura!

E’ ciò che è successo e sta succedendo in queste ore. Poco conta se così si arrecano danni mortali all’economia, se si mette in ginocchio il paese, se si provocano attacchi isterici collettivi, se si diffonde il panico, assai piu’ pericoloso dello stesso virus che lo alimenta.

Gli italiani sembrano i piu’ fragili e i piu’ penetrabili da questa dinamica. La mia è una analisi alla buona, da semplice osservatore della politica, da uomo della strada e da cittadino mediamente informato, ma a prima vista sembra che abbiamo subito un lungo lavoro di preparazione che ci ha resi particolarmente vulnerabili, permeabili al giochetto del facile consenso giocato sulla spettacolarizzazione del panico.

Non possiamo pensare che non ci siano altri imprenditori nel mondo che non abbiano avuto contatti con la Cina, eppure nessuna Nazione ha reagito come l’ Italia in quanto a precauzioni. E tanto non basta mai. Sarà l’ora di darsi una calmata ed attenersi alle regole.

Già, le regole. La comunità cinese in Italia lo ha fatto in modo disciplinato. La vicenda dei 2.500 cinesi che avrebbero dovuto rientrare e su cui si chiedeva la quarantena obbligatoria, pare decisamente superata dagli eventi. Non sono ancora rientrati e pare che piu’ di uno abbia deciso di attendere.

La storia ci racconta invece che i cinesi già rientrati nella nostra regione (1.300) si sono da subito auto imposti la quarantena. I loro bimbi non sono andati a scuola. Le famiglie si sono chiuse in casa. Si sono lasciati monitorare dal servizio sanitario docilmente. Hanno capito che sarebbero potuti diventare i capri espiatori del problema in una nazione a caccia disperata di un responsabile da incolpare, di qualcuno da accusare. Disciplinatamente, da bravi figli di Mao, si sono dati immediatamente una regolata. Evidentemente non altrettanto hanno fatto gli italiani.

Il virus che ci attendevamo portato dagli africani non è arrivato sui barconi, ma come era facilmente presumibile, viaggiando in business class. Anzi, il primo caso in Nord Africa lo abbiamo portato proprio noi. Speriamo di non aver provocato una tragedia.

Non voglio neppure parlare di politica. Non sono un sostenitore del governo Conte: non mi piaceva il primo e mi piace poco anche il secondo. Ma mi fanno profondamente schifo coloro che cavalcano questo problema a caccia dell’ultimo consenso. Gli interessi della mia gente, del mio paese, del mio popolo, della mia patria, vanno sopra ai miseri interessi di bottega, di qualsiasi parte politica. Se il partito delle mie simpatie si rendesse capace di una simile azione, credo che rifletterei a lungo il giorno in cui avrò in mano la matita copiativa.

Sono certo che nessun ministro prenderà mai una decisione senza essersi consultato con i professionisti del sistema sanitario ed abbiamo un Sistema Sanitario Nazionale, con personale qualificato tra i più efficienti al mondo. Sono loro che operano le scelte piu’ importanti, valutandole in equilibrio con le capacità stesse del sistema. Tra cosa sarebbe giusto fare e cosa realmente siamo in grado di fare, c’è il mondo reale. Occorre buonsenso, equilibrio e spirito di collaborazione.

Ed anche loro possono sbagliare. Non c’è dubbio. A volte si fanno scelte le cui conseguenze non sono state previste. Oggi abbiamo imparato e stiamo imparando dai nostri sbagli. Cominciando dalla chiusura del traffico aereo.

La verità è che questa è la prima volta che ci troviamo a fronteggiare una situazione simile ad una pandemia globale a fronte di un virus facilmente trasmissibile, ma poiché credo che non di pandemia si tratti, ma solo di una influenza piu’ potente del solito, abbiamo in realtà la possibilità di testare e verificare effetti e soluzioni sulla vita vera in modo efficace e soprattutto di osservare sul campo i risultati di certe scelte.

All’interno di questo problema, è giusto che comincino ad interrogarsi anche i mediatori di informazione: sul ruolo fondamentale che in una società sempre piu’ interconnessa hanno ormai assunto. Così come è giusto che anche i lettori imparino a discernere con saggezza coloro che cercano di fare il loro lavoro con coscienza ed onestà, da coloro che cavalcano la paura in cambio di 5 minuti di gloria